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Malpensa, un hub nato vecchio

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30 ottobre 2007

Egregio Direttore, ci sono domande che resteranno a lungo senza risposta a proposito di Malpensa e di chi l’ha gestita nel corso dell’ultimo ventennio.
Per esempio la vicenda degli investimenti argentini di SEA (si può dire spericolati?) è rapidamente passata nel dimenticatoio e sembra purtroppo mancare qualcuno che voglia finalmente delinearne i contorni e le responsabilità.
Provando a parlare d’altro, sempre in merito a Malpensa, io mi chiedo se si ricordino, quelli che oggi a livello locale strepitano sulle scelte di Alitalia, la vicenda del decreto dell’allora ministro dei trasporti Burlando che imponeva la riduzione dei voli su Linate per far decollare l’hub di Malpensa.
Era questa la condizione irrinunciabile per un accordo di partnership fra Alitalia e KLM (e successivamente Air France) che avrebbe potuto rilanciare la nostra compagnia aerea in campo internazionale.
Allora fu la giunta milanese, insieme a quella della Regione Lombardia, ad opporsi categoricamente a questo piano, ed entrambi gli Enti erano retti, allora come adesso, da Forza Italia e Lega con le consuete appendici.
La posizione della giunta milanese e di quella regionale provocò la rottura delle trattative e per Alitalia fu, da quel momento, il tracollo definitivo.
Oggi, le stesse forze politiche e le stesse persone che hanno determinato la rottura delle trattative sono in prima file nel fomentare la protesta a livello locale.
Io penso che fino a quando noi cittadini continueremo ad avere la memoria corta e non alzeremo la testa per pretendere un minimo di serietà e coerenza da chi ci governa, non usciremo da questa condizione di sudditanza.
La nostra regione, così come la nazione intera, ha bisogno di amministrazioni responsabili, non demagogiche nè populiste.
Bisogna prendera atto che l’aeroporto di Malpensa è nato vecchio, senza le necesssarie infrastrutture regionali ed è appesantito da una gestione che purtroppo risponde agli interessi della politica regionale e milanese più che a quelli del territorio e degli utenti.
Questo aeroporto non potrà mai essere un hub ed avrebbe potuto essere interessante per le grandi compagnie con voli intercontinentali solo con un deciso ridimensionamento di Linate e della sua concorrenza suicida.
Ma ormai è troppo tardi anche per questa strada: gli hub europei sono ormai consolidati in poli ben definiti ed è logica, in questa ottica, la scelta italiana di puntare su Fiumicino insieme a Parigi, Francoforte, Amsterdam.
Le operazioni di retroguardia sono dannose e non più solo inutili.
Ci fu addirittura a questo proposito, quando si profilò l’inevitabile ridimensionamento del ruolo di Alitalia a Malpensa, una memorabile intervista del sindaco di Gallarate, Mucci, che prometteva, in caso di riduzione dei voli di Alitalia, la costituzione di una compagnia aerea promossa dalla città di Gallarate.
Una risata lo seppellì.
Qualcuno chiese, a questo proposito, se si pensava di affidare la presidenza della nuova compagnia aerea a Nino Cajanello che già cura la gestione di tutte le aziende partecipate dal Comune di Gallarate.
Ma questa è un’altra storia.
Un cordiale saluto

Gallarate

Paolo Mazzucchelli, Gallarate

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