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Maltrattato su un treno Trenord

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13 giugno 2011

Gentile direttore,
 
volevo porre all’attenzione dei lettori questo spiacevole episodio che mi è accaduto ieri sul treno per Morosolo.
 
Poco tempo fa, sono entrato in possesso di un biglietto omaggio della società Trenord che, considerato il costo dei biglietti che continua a salire e la qualità del servizio che non migliora (se non in maniera impercettibile), ho deciso di utilizzare sulla tratta che percorro abitualmente ogni fine-settimana. Recatomi in stazione a Cadorna, dopo essermi informato se il biglietto fosse valido e dopo essermelo fatto timbrare, sono salito sul treno regionale 47 delle 13:49 diretto a Laveno. Dopo pochi minuti che il treno è partito, è arrivato il controllore che, esaminato il mio biglietto, ha affermato che il mio biglietto non era valido in quanto “sul biglietto c’è scritto valido per 2 persone” e io, essendo da solo, non potevo utilizzare quel biglietto. Mi sono sentito truffato ma soprattutto preso in giro, così ho cercato di far capire al controllore che l’indicazione sul biglietto era chiara e comunque non era mia intenzione salire con un biglietto non valido. Quando, però, ha preteso che io pagassi la multa o il biglietto in vettura, mi sono scandalizzato e mi sono rifiutato di pagare dei soldi in più per un servizio scadente come quello offerto da Trenord. A questo punto il controllore, forse troppo stanco (ha detto che lavorava dalle 5) o forse con problemi più seri, ha cominciato a urlare e a intimarmi di scendere dal treno. Io, non essendomi reso conto di aver detto qualcosa di così grave, ho comunque iniziato a scusarmi in mille modi ma costui non voleva sentire ragioni e dopo avermi anche insultato, ha fatto finalmente ripartire il treno, poiché io non sono sceso per nessun motivo.
 
Dopodichè il controllore, ancora furibondo, ha detto di volermela far pagare e se ne è andato. Io, invece, sono tornato al mio posto dove ho avuto la solidarietà degli altri passeggeri, scandalizzati come me dal comportamento eccessivo e maleducato del controllore.
 
Arrivato quasi alla fine del viaggio, di nuovo mi ha preso da parte “per fare due chiacchiere” e, tra i continui insulti riguardo la mia giovane età (18 anni), ho ricevuto anche delle minacce.
 
Fortunatamente, sono una persona molto pacata e invece di reagire alle sue provocazioni e alla sua rabbia, sono sempre rimasto tranquillo cercando di scusarmi per qualcosa che non ho fatto.
 
Certo è che mi auguro che la società Trenord prenda provvedimenti, perchè troppe volte si sente di controllori e macchinisti picchiati o maltrattati ma, dopo la mia esperienza di ieri, ritengo che certe persone non siano adatte a lavorare a contatto diretto con la clientela.
 
 
Cordiali saluti
 
Guido Moroni

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