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Mani pulite, la vera storia

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24 novembre 2008

Caro direttore,
così nel ’92 la magistratura con Mani Pulite “iniziò un’azione verso i cinque partiti democratici che, pur con molti errori, erano riusciti a garantire per 50 anni progresso e benessere… quella magistratura fece scomparire Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli”.
A parlare così non è un libro di storia ma il padrone dei tre TG che all’epoca, più largamente e più efficacemente degli altri, assecondarono quell’azione, ne fecero un ‘cult’ (il giornalista del TG4 ripreso ogni sera davanti san Vittore divenne una specie di mito, pure testimonial della pubblicità).
A parlare così è colui che ancora nel 1994 (due anni dall’inizio di mani pulite), pur di incamerare sul proprio conto i larghi consensi popolari guadagnati con quell’azione, offriva a Di Pietro (il ‘persecutore’ del proprio ‘amico’ Bettino) un ruolo di ministro nel proprio Governo.
Ma è possibile che in questo paese la memoria non ce l’abbia più nessuno?
Può darsi, anzi è certo, che i giudici possano sbagliare, il che capitò anche a quelli di mani pulite. Ma i partiti non furono liquidati dalla magistratura, bensì dall’opinione pubblica e dal voto. Le sentenze non colpirono ‘i partiti’ ma gli uomini e non tutti, neanche la maggioranza dei gruppi dirigenti, nè a livello nazionale, nè a livello locale. Non fu colpito Martinazzoli e neanche Fini, non Veltroni, non Pisanu, non Casini, non Buttiglione, non Napolitano, non Ciampi, non Scalfaro… e la lista potrebbe essere lunga.
Un paese normale e con un po’ di coraggio avrebbe provveduto semplicemente a rinnovare la classe dirigente (capitò alla Germania con Khol), il nostro si affidò ad un imprenditore che si vantava di non essere un politico e che si presentò con una videocassetta con questo semplice messaggio “Le nostre sinistre pretendono di essere cambiate… Ma non è vero. I loro uomini sono sempre gli stessi…Non credono nel mercato, non credono nell’iniziativa privata, non credono nel profitto, non credono nell’individuo… Non sono cambiati. Per questo dobbiamo contrapporci a loro”. L’Italia che non è mai stata un paese di sinistra si adeguò.
Ora si piange sulla miseria delle politica e si vota… Berlusconi.
E ci meravigliamo che all’estero ridono di noi.

Saluti cordiali

Tommaso

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