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Manovre del Governo: diamo i numeri?

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29 agosto 2011

Egregio Direttore,
la CGIL ha indetto per martedì 6 settembre lo sciopero generale, di otto ore, contro le due
manovre economiche varate, nell’arco di un mese, dal Governo Berlusconi e subito sono partite le
accuse di irresponsabilità verso il principale sindacato italiano.
Visto che da più parti ci accusano di dare i numeri, nel senso di essere dei matti avventati, allora
proviamo a darli questi numeri in modo che i lettori possano giudicare chi sono i veri responsabili
della crisi in cui versa il nostro paese.
Iniziamo con il debito pubblico, il principale dei nostri problemi, che ci costa, ogni anno, 90 miliardi
di euro di interessi. Banca d’Italia ci informa che ormai ha superato i 1900 miliardi di euro, ben
250 miliardi di spesa aggiuntiva creata nei 3 ultimi anni di Governo Berlusconi, il quale
non perde occasione di ricordare le responsabilità dei governi che lo hanno preceduto. Verità sacro
santa peccato si dimentichi che, per parecchi degli ultimi 20 anni, al governo c’è stato proprio lui.
Comunque l’ aumento di oltre il 15% del debito pubblico in 3 anni è certamente un risultato
ascrivibile soltanto al duo Berlusconi-Tremonti.
Sembra tutto molto astratto, ma se dividiamo l’importo complessivo per il numero degli italiani
sono più di 31.000 euro di debito a testa, neonati ed ultracentenari compresi.
Quale famiglia potrebbe permettersi un tale debito?
Sempre Banca d’Italia valuta che gli italiani detengano illegalmente all’estero 50 miliardi in
depositi bancari e fra gli 80 e i 130 miliardi in azioni, obbligazioni e fondi, per un totale
che varia tra i 130 e i 180 miliardi di euro. Intanto pare che, nelle ultime settimane, il traffico di
valuta, verso la vicina Svizzera, sia notevolmente aumentato.
Come li vogliamo chiamare questi italiani? Responsabili?
Non credo che sia necessario specificare che difficilmente lavoratori dipendenti, pensionati o
giovani precari abbiano avuto la possibilità di esportare illegalmente capitali all’estero.
Altre stime dicono che in Italia, ogni anno, vi sono 120 miliardi di evasione fiscale, 60
miliardi di corruzione e 350 miliardi di economia sommersa.
Infine dal 2001 al 2010 il solito duo Berlusconi-Tremonti ha promosso ben 4 scudi
fiscali, istituzionalizzando, di fatto, l’evasione fiscale.
I capitali rientrati sono stati tassati con aliquote ad una cifra (2,5% – 4% – 5% – 7%), che qualsiasi
lavoratore onesto sarebbe ben contento di vedere applicate al proprio stipendio.
Per non dimenticare le esternazioni del nostro “benemerito” presidente del Governo che, in varie
occasioni, ha dichiarato come fosse lecito evadere le tasse.
Con queste premesse non ci si può stupire se gli italiani, intervistati sulle proprie paure, mettono ai
primi posti scippi, furti e rapine, ma si dimenticano i reati economici, che in questi anni hanno
prodotto sicuramente ben più danni. Italiani che sostengono la magistratura quando perseguita le
organizzazioni mafiose, sostegno che cala vistosamente quando si tratta di perseguire chi non
paga le tasse.
Nel frattempo i lavoratori dipendenti, i pensionati ed i precari, in questi anni, hanno visto
peggiorare la propria situazione economica, ed i propri diritti stravolti da leggi ingiuste. Le loro
pensioni sono peggiorate sia in termini economici che in termini di aspettative e ci pare quanto
meno bislacco che qualche ministro “padano” non se sia ancora accorto e si erga a difensore delle
pensioni solo ora. Scuole ed ospedali pubblici versano in condizioni penose, i servizi ai cittadini,
offerti dai comuni, sono continuamente ridotti.
Proprio i sindaci dei comuni sono scesi in piazza per protestare contro queste manovre. Anche loro
irresponsabili?
Ecco perché scioperiamo:
è giunto il momento, per chi in questi anni ha fatto sempre la propria parte, di dire
basta;
è giunto il momento che a pagare non siano sempre e soltanto i soliti;
è giunto il momento che paghino anche gli evasori, i furbi e i disonesti;
è giunto il momento che paghino i proprietari di grandi patrimoni, che in questi anni
non hanno risentito minimamente della crisi, ma anzi hanno aumentato le loro
ricchezze;
è giunto il momento che paghi il mondo della finanza e della speculazione.
Ed infine non è ammissibile che chi porta la responsabilità di questo disastro, chi per anni ha
negato la crisi e ci ha venduto che l’Italia stesse meglio degli altri, continui a governare, perché
sono proprio loro la principale fonte di discredito e di instabilità per il nostro paese.
Cordiali saluti.
Ludovico Reverberi - Segretario Generale FISAC CGIL di Varese

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