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Marcia della pace

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26 settembre 2011

Egregio direttore,
 
ho letto in vari titoli e siti web che nella giornata di ieri c’è stata la Marcia per la Pace; ho letto che anche molte bandiere di partiti e movimenti hanno fatto corona a quelle, decisamente più legittimate, dei colori dell’iride, le bandiere della Pace; ho anche letto molti commenti espressi dai rappresentanti di tali partiti.
Mi è sembrato però davvero strano che alcune personalità che hanno deciso e appoggiato il bombardamento della Libia (come del resto, in altre circostanze, altri del fronte opposto hanno fatto per Iraq, Afghanistan, Balcani), mi è però sembrato strano che non abbiano provato imbarazzo per questa evidente contraddizione, soprattutto dal momento che hanno spessissimo tacciato una parte politica come "guerrafondaia", salvo poi comportarsi allo stesso modo; del resto in Italia abbiamo sempre usato la scusa di un dittatore per intervenire con le armi dove ci conveniva, pertanto ritengo che non c’è differenza tra l’Iraq di Saddam Hussein e la Libia di Gheddafi (entrambi Paesi da decenni sotto il giogo di un dittatore), perchè sia in un caso che nell’altro siamo intervenuti solo per convenienza politica (altrimenti qualcuno mi spieghi perchè dalla Siria stiamo ben lontani!).
Inoltre mi ha sinceramente indignato leggere di un certo Paolo Ferrero partecipante alla Marcia della Pace, dopo che ha tentato di impedire una manifestazione sportiva, con alcuni suoi seguaci anche autori di aggressioni nei confronti di alcuni ciclisti; di fatto ha mostrato di predicare bene (pace, democrazia, libertà di pensiero, di religione e ideologia) e razzolare molto male (libertà di pensiero e di ideologia, purchè sia come la mia).
Se anche la manifestazione sportiva era di fatto politicizzata, poteva boicottarla, o manifestare senza tentare di fermarla; di fatto ha messo in pratica un intervento di tipo "estremista": questo non è il mio pensiero, non ti permettere di organizzare/partecipare/credere a qualcosa di diverso da quanto credo io.
Per questo motivo mi è arrivato un messaggio di partecipazione un po’ strumentale e opportunistico (solo da parte di alcuni, sia ben chiaro, ho il massimo rispetto e soprattutto la massima stima per chi alla pace ci crede davvero).
distinti saluti,
Daniela

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