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Mensa e ospedale, serve elasticità

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9 novembre 2012

Egregio Direttore ancora una volta vorrei occupare uno spazio sul Suo giornale per una questione che riguarda il nostro caro nosocomio cittadino.
Grazie a questo governo Monti e a tutti i suoi ministri tecnici di cui una parte degli italiani amano e altri invece odiano, io sono tra i secondi,c’è stato il decreto legge sulla così detta spending review. L’effetto di questo decreto legge comincia a manifestarsi concretamente nel nostro ospedale. Da pochissimi giorni l’attuale amministrazione ospedaliera ha dovuto applicare il decreto che prevede un taglio del 5% degli importi dei contratti in essere per la fornitura di beni e servizi. La conseguenza è che il servizio di ristorazione ( mensa ) per i dipendenti e usuifritori di questo servizio viene ridotto a due sole portate, cioè primo-secondo con contorno senza frutta o dolce oppure il primo piatto con frutta o dolce senza secondo, in ultimo secondo con contorno con frutta o dolce senza il primo piatto. In oltre il servizio mensa non viene più erogato al sabato. Mentre per i giorni festivi la mensa è già chiusa da tempo. Ora tutto questo può essere interpretato come un buon auspicio per evitare forme di obesità o quant’altro alchè la cosa mi potrebbe andare anche bene. Si deve anche sottolineare che il costo per ogni dipendente del pasto si aggira intorno all’euro e dieci, cifra irrisoria visto i tempi che corrono. Questo previsto dal contratto nazionale. Ma, e qui scatta il MA. Io credo che un qualsiasi essere umano dotato di una minima intelligenza possa arrivare a una semplicissima soluzione del problema riguardante la mensa.Perchè non aumentare di poco, un euro, un euro emezzo, la cifra pagata da ogni dipendente garantendo così un pasto completo e magari evitare la chiusura della mensa del sabato e magari anche dei giorni festivi?. A mio modesto parere la chiusura del sabato e nei giorni festivi della mensa comporta un disequilibrio tra i lavoratori. Tutti sanno che l’ospedale non chiude MAI e che quindi i lavoratori, comparto sanitario, lavorano 365 giorni all’anno 24 ore su 24, mentre per gli amministrativi le cose cambiano. Allora, con questa decisione, vogliamo contribuire a diversificare i lavoratori,lavoratori di serie A e lavoratori di serie B? I primi che non effettuano turnazioni, che nei giorni festivi sono a casa con i propi cari e  nei giorni di sabato, mentre nei secondi che lavorano tutti i giorni comprese le notti gli viene tolta la mensa il sabato e festivi, a me sembra una forma di discriminazione provocatoriamente parlando. Riguardo la proposta di aumentare il prezzo del pasto, da più parti, tra coloro che conoscono le normative vigenti, mi è stato detto che non è possibile. Non è possibile perchè la legge non lo prevede.Bene allora atteniamoci alle norme e creiamo questo stato di cose. La conseguenza è che poi non ci si lamenti, cari sindacati, se i lavoratori si allontanano sempre di più dal sindacato, se crescono le lamentele e le disaffezioni. Mio modesto parere il sindacato dovrebbe tutelare TUTTI i lavoratori e impedire, nel modo più rigoroso, che si creino diversicazioni tra i lavoratori magari facendo anche il gioco dell’amministrazione. Concludo con la speranza che si possa arrivare ad una soluzione che possa accontentare sia l’amministrazione che i lavoratori e che i sindacati si impegnino affincè tale soluzione arrivi nel più breve tempo possibile.
Grazie ancora una volta dello spazio concessomi Le invio
Distinti Saluti

Chiaricò Marcello

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