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Mi candido e vi spiego anche perchè

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20 gennaio 2010

Milani, ecco perché si candida
 
Fin da bambino mi hanno insegnato che nella vita tutto deve essere guadagnato e nulla ti deve essere regalato se si vuol mantenere la dignità di uomo libero.
 
Nel mio microcosmo tutto si svolgeva in riferimento a questa regola e la vita era dura e colma di sacrifici ma compensata da incommensurabili soddisfazioni quando si realizzavano i progetti. Questo mi ha aiutato a migliorare il mio stato sociale in una progressione che sembrava inarrestabile.
 
Gli anni ’80, con la loro filosofia del “carpe diem”, mi hanno fatto scoprire una realtà nella quale non erano più la meritocrazia e l’onestà ad essere ricompensate ma la prevaricazione e la scaltrezza: l’importante era sapersi ”vendere bene” poiché il valore stava nel contenitore e non nel contenuto. Detesto questo tipo di cultura in quanto si costruiscono presupposti sul nulla avvantaggiando i furbi e penalizzando gli onesti.
 
Da qui parte la necessità di esternare questo mio disagio e l’opportunità si è presentata con la discesa in politica dell’ On. Antonio Di Pietro nel Marzo del ’98. All’inizio eravamo in pochi ma molto determinati; oggi siamo in continua crescita e questo fa pensare che il risveglio delle coscienze sia lento ma inarrestabile facendo presagire un reale cambiamento che ci porterà ad una società più giusta e migliore.
 
Unico presupposto per riuscire ad avere un’azione forte e decisiva per il cambiamento è di riuscire ad entrare, in modo fattivo, nelle Istituzioni. Questo comporta lo spendersi in prima persona e candidarsi diventa inevitabile.
 
Far politica non è ne semplice ne scontato, come molti credono, ma comporta un percorso di formazione che si può realizzare solo vivendolo sulla propria pelle. Dopo 11 anni di “prima linea” penso di aver completato il mio corso di formazione e di essere pronto ad affrontare l’esame più importante della mia carriera politica: le Regionali; se lo supererò assolverò le mie funzioni con il preciso intento di servire e non di essere servito .
Alessandro Milani

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