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Mi sciolgo ma non ammaino

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16 aprile 2009

Egregio direttore,
Giorni fa Alleanza Nazionale ha celebrato il suo ultimo congresso. Scioglimento e fusione (a caldo o a freddo?) con Forza Italia per dar vita al Popolo della Libertà. Qualche lacrima, molti abbracci, affermazioni perentorie riferite ad un passato remoto (MSI) e a quello prossimo (AN) entrambi vissuti, sepolti e fatti nascere a Fiuggi. Un embrasson nous che ha visto Silvio Berlusconi dal predellino di piazza S. Babila assurgere all’ Olimpo del nuovo partito, nello sfarzo della Fiera di Roma. Il premier è stato acclamato capo indiscusso del nuovo PDL con colonne sonore di musiche patriottiche e con un più popolare “Meno male che Silvio c’ é !“. Passata la festa si notano, tuttavia, alcuni scricchiolii da cui non traspare proprio un “ vogliamoci bene “ e neppure un party a tarallucci e vino. Il profilarsi delle elezioni amministrative, europee e del referendum vede sempre più la periferia del PDL animata da vivaci contrasti. Del resto si sa come vanno queste cose. La cosiddetta base costituita dagli ex militanti dei partiti grandi e piccoli confluiti nel PDL è meno diplomatica dei vertici e non sa celare le inevitabili diversità di vedute in ordine ai nuovi organi dirigenti delle strutture periferiche e delle candidature per le elezioni di giugno. Poi ci si mette di mezzo anche Gianfranco Fini che non perde occasione per distanziarsi dalle decisioni del governo guidato da Berlusconi . Il presidente della Camera chissà se si rende conto che le schegge volano anche sui ministri ex AN. Alcuni ironizzano facendolo passare quasi come un virtuale sostenitore dell’ opposisizione da cui ogni giorno arrivano apprezzamenti per le sue uscite.Certo, la carica istituzionale forse lo obbliga ad apparire super partes. Il che non guasta. Ma saremmo curiosi di verificare se Fini, scaduto il mandato, sosterrà le stesse cose. E allora: siamo sicuri che con questi chiari di luna il PDL navighi in acque tranquille? Hai voglia a parlare di unità. Il popolo di AN, molto più dei vertici, forse fa un po’ fatica a remare insieme a ex democristiani e non rinuncia facilmente alla sua casacca di destra ed alla sua bandiera. Già, le bandiere. Nonostante il nuovo PDL, in molte località , fra cui Luino , si vedono sventolare le bandiere di AN. Ma non aveva cessato di esistere? Cosa vorrà dire? Dimenticanza o avvertimenti per un futuro che non si sa cosa riserva? Si può essere uniti nel PDL e divisi dalle bandiere che sventolano sui balconi delle sezioni?

Giovanni Mele – Luino -

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