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“Mia figlia non respirava: così l’ho salvata”

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4 dicembre 2013

Attimi che sono lunghi quanto una vita: questo ha provato la mamma di una piccola che per colpa di una caramella, d’un tratto ha smesso di respirare. Le manine al collo, il colore del viso che cambia: facile perdere il controllo. Ma per essere in grado di intervenire spesso è necessario conoscere. Per questo la signora dopo circa due mesi dall’accaduto, ha contattato la Croce Rossa Italiana di Arcisate per raccontare la sua disavventura, che giriamo ai lettori di Varesenews.
 

disostruzione pediatricaLa Signora M. M., insegnante di scuola materna, in una giornata come tante altre, si è trovata a mettere in pratica le manovre di disostruzione pediatrica alla figlia T., di soli 4 anni, quelle stesse manovre che aveva precedentemente imparato frequentando uno dei corsi MDPed, organizzati dalla Croce Rossa Italiana Comitato Locale della Valceresio (che ha inviato questa immagine di repertorio ndr).
“Ho frequentato questo corso in quanto sono mamma e insegnante, e sono sempre a contatto con i bambini, quindi ritenevo giusto imparare le manovre corrette da effettuare in caso di necessità, anche se speravo di non metterle mai in pratica” ci ha raccontato personalmente la Signora M., venuta a trovarci presso la sede della CRI Comitato Locale della Valceresio, ad Arcisate.
Ma cosa è successo di preciso? A raccontarlo è ancora la Signora M.: “Ero in visita alle mie ex colleghe assieme a mia figlia, T., di quattro anni, la quale stava mangiando una caramella gommosa di quelle grosse; probabilmente distratta dal gioco, la caramella le stava ostruendo le vie aeree. Quando la vidi aveva le mani intorno al collo (segno evidente che qualcosa non andava, ndr), era bianca e aveva la bocca aperta alla ricerca d’aria, le ho chiesto di tossire ma vedevo che la situazione stava peggiorando velocemente così mi misi in ginocchio praticandole le “pacche interscapolari”; alla terza pacca la caramella venne espulsa, mia figlia vomitò e tutto si risolse per il meglio”.
Momenti che paiono interminabili, in cui la paura di non riuscire a fare niente è tanta: “In pochi secondi ho temuto di perdere mia figlia senza riuscire a fare nulla ma la paura è subentrata al termine della manovra più che negli istanti in cui stavo mettendo in pratica quanto insegnatomi”.
Chiamare aiuto in questi frangenti, anche se si conoscono le manovre da eseguire, è molto importante: “Sarei stata nel panico più totale se mi fossi trovata sola, invece la presenza di altre persone vicino a me mi ha confortata e mi ha spinto ad agire nel modo che mi è stato insegnato”.
Conoscere e saper mettere in pratica queste poche e semplici manovre salvavita è quindi di fondamentale importanza: “Se non le avessi conosciute non mi sarei comportata in questo modo, ma avrei agito in maniera totalmente diversa e probabilmente errata ed è per questo che invito tutte le mamme e tutte quelle persone che sono a contatto quotidiano con i bambini a frequentare questi corsi”.
Troppo spesso si legge di persone che hanno perso il proprio figlio perché incapaci di mettere in pratica le manovre di disostruzione; è quindi con estremo piacere e con grandissima gioia che in questo caso siamo a raccontare una storia che si è conclusa con il lieto fine.
Proteggere i propri bambini vuol dire garantirgli un futuro, ecco perché la frequentazione di questi corsi è un dovere per tutti i genitori.

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