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Milano – Busto, un’ora e 30

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22 gennaio 2009

Gentilissimo direttore ,
questa e-mail, che e’ stata spedita al ministero dei trasporti, non è che l’ennesima, esasperata segnalazione che mi ritrovo a riportare, come rappresentante di migliaia di passeggeri, al fine di attirare l’attenzione su ciò che accade,sui mezzi Trenitalia.
Ancora una volta , Milano – Busto arsizio, 35 km :1ora e 30 minuti di ritardo.
Dopo centinaia di parole scritte ed indirizzate direttamente alla società, evase con poche risposte gentili ma brevi e precostruite, per nulla risolutive del problema, ho pensato di rivolgermi al ministero , nella speranza di sollecitare interventi rapidi e giuste misure punitive.
Assisto giornalmente a servizi televisivi/giornalistici che ci invitano, a volte con insistenza, ed a ragione ho ben inteso, a ricorrere al treno quale mezzo di trasporto privilegiato affinchè l’ambiente ed i suoi abitanti possano trarre vantaggio dalla riduzione dell’inquinamento prodotto dalle auto.
Così come, altrettanto frequentemente, vengono propinate immagini di treni confortevoli, lucidi e veloci che dovrebbero condurci, ovviamente in orario, verso mete vicine e lontane, proponendosi addirittura in sostituzione degli aerei.
Ebbene, mi chiedo se vi siate mai trasformati, per un periodo della vostra vita, in PENDOLARI.
La realtà dei fatti, inutile dirlo, è totalmente diversa.
La realtà sta rinchiusa in treni sporchi, perennemente in ritardo quando non addirittura soppressi, che si fermano, apparentemente senza alcun motivo,come oggi , ancora una volta, in ameni luoghi di campagna, lasciando i sempre più depressi passeggeri a chiedersi se arriveranno o, quantomeno, quando arriveranno al lavoro (piuttosto che a casa).
La realtà sta nella sveglia che, puntualmente, trilla alle 6 di ogni mattina, e mi ricorda che alle 6.45 il treno Busto Arsizio-Milano parte; o, meglio, dovrebbe partire. Ed io mi precipito in stazione, ancora palpitante, nella speranza che non ci siano annunci di una sua soppressione piuttosto che di un suo ritardo. Perchè per me, specie in questo periodo di difficoltà economica, è importante recarmi al lavoro ed essere puntuale. Purtroppo, i miei ingressi, fissati per le 8.00, difficilmente riescono ad essere onorati e le giustificazioni relative a binari inceppati,innevati,accaldati, non credo siano dovute ad una azienda che mi rispetta.
Ma poi c’e’ la parte teatrale, quella che si avvale di figure ed opere tragicomiche:
“si avvisano i passeggeri che spegniamo le luci perché non va la batteria …. sperando di arrivare a Rho”
oppure: “si avvisano i passeggeri che il treno ha un ritardo IMPRECISATO” e la voce e’ cosi’ sorprendentemente calma che pare quella di un attore consumato che recita, come direbbe Pirandello, a soggetto.
Disabili, avvantaggiati e sani, poveri, ricchi, umili ed arroganti, Trenitalia é per tutti la società più democratica in Italia ;
perché toglie e mangia tempo in egual maniera, fa sedere e lascia in piedi nella modalità più bilanciata e trascura, irriverente, l’essenza di una vita che vorrebbe solo poter gestire i propri momenti, quelli che per nascita le appartengono;
brucia la successione di istanti utili per tornare a casa, distrugge gli attimi che occorrono per gestire un lavoro che già traballa per le cattive congiunture economiche ;
tutto questo, la rispettosa Trenitalia lo fa , democraticamente, nel tempo in cui il governo grida: “abbiate fiducia!!”

Jonas W.Bendaou - Busto arsizio (Va)

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