Ricerca

» Invia una lettera

Milano espugnata e Gallarate liberata

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Caricando...Caricando...

5 giugno 2011

Caro direttore,
mi scervellavo per decifrare bene il successo di Giuliano Pisapia. Poi ho letto qualche riga di Beppe Severgnini sul Corriere e forse ho capito meglio:
“Milano non è né il feudo di un uomo (di destra) né un campo-giochi per nostalgici (di sinistra). E’ la nostra Londra, la nostra Berlino e la nostra New York: la città più aperta ai connazionali e agli stranieri, la città-laboratorio, la città che ogni tanto si piega, ma poi scatta come un arco, e scaglia lontano le sue frecce. Ogni tanto centrano il bersaglio, per fortuna di tutti”.
Le frecce hanno colpito il bersaglio giusto. Fra qualche anno potrebbero abbattere anche il vincitore di oggi. Se il buon giorno si vede dal mattino, però, Pisapia sarà bravo a scansarle. Ha già cominciato dicendo a Nichi Vendola quel che gli andava detto per essersi improvvidamente vantato di aver “espugnato Milano”, e ricevendone prontamente le scuse.
L’arco con le frecce acuminate può aspettare un bel po’.

***

Ho riprodotto un post che Giuseppe Adamoli ha pubblicato nel suo blog.
Il blog di Adamoli è certamente uno dei più importanti ed interessanti centri di discussione e di dibattito in atto in Lombardia e l’alta e appassionata frequentazione degli “utenti” è una efficacissima palestra di discussione e di formazione politica.

Mi accade di partecipare qualche volta alla discussione, come è accaduto sul celebre episodio del Vendola “espugnatore di Milano” e del Pisapia “difensore della milanesità”.
A Gallarate, pallidi epigoni del Vendola ci hanno afflitto con striscioni su “Gallarate liberata” che il sindaco Guenzani ha con visibile fastidio liquidato.

Intervenendo sul blog di Adamoli, ho espresso la mia concisa opinione:

“Non credo alla "svista" di Vendola: ha detto ciò che voleva dire, lasciando a Pisapia il compito di correggerlo.
Divisione del lavoro di estremizzazione politica, in riferimento all’identità necessaria in vista di elezioni politiche che, se non prima, si svolgeranno tra due anni, cioè dopodomani.
Se il Vendola si fingesse moderato, dove andrebbe il suo elettorato?
A Gallarate hanno scritto che la città era "liberata": è la stessa logica identitaria.

L’errore più grave che potremmo commettere sarebbe liquidare l’uscita del Vendola come un’idiozia: no, non lo è, è raffinata strategia della tensione!
Basta aspettare e ne vedremo delle belle!
Che poi saremo capaci di reagire alla estremizzazione della sinistra, lo verificheremo entro breve tempo!

Cordiali saluti

Ulderico Monti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.