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Minareti e rappresentanti

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1 dicembre 2009

Egregio direttore

alcuni commenti dedicati al referendum svizzero sui minareti mi hanno fatto riflettere e arrabbiare. Non capisco come mai si dica che è un «duro colpo alla libertà di religione». Penso che il luogo della preghiera e di riunione dei fedeli sia la moschea e non il minareto, come da noi si prega in chiesa e non sul campanile. Per essere "un duro colpo" oltre ai minareti si dovevano vietare anche le moschee o addirittura le preghiere.
Ben più preoccupanti i commenti di quei parlamentari, soprattutto europei, che si sono scagliati contro gli svizzeri per aver sottoposto a referendum la legge. Il dramma è che sostenendo quella spudorata teoria si dimostrano convinti di essere la sede del potere e si dimenticano del piccolo particolare che la sovranità appartiene al popolo anche quando non piace a loro che sono semplicemente i RAPPRESENTANTI del popolo vilipeso.
Ad onor del vero ce ne è stato uno solo che ha detto che «è bene stare a sentire che cosa pensa il popolo».
Chi è stato? Maroni. Allora? Sto pensandoci in vista delle prossime elezioni.
 
Con i miei migliori saluti

Alberto Gelosia

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