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Mondiali 2008: «Ritardi padani o colpe romane?»

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7 settembre 2006

Gentile direttore,
E’ ormai da settimane che l’attenzione è rivolta all’evento mondiali di ciclismo del 2008.
Purtroppo oltre a programmare e a preparare l’evento, i nostri amministratori si lasciano andare ad accuse demagogiche e gratuite contro il governo nazionale di centro sinistra.
All’inizio si è accusato il centro sinistra di non voler rispettare l’impegno dei 30 milioni di € promessi dal precedente governo. E qui c’era la coda dei paladini a difesa dei soldi promessi, con in testa l’Assessore regionale Buscemi, che ha minacciato una marcia su Roma armato di forconi.
Quando poi è risultato evidente l’impegno del governo, mai messo in discussione, si è alzato lo sfogo del Sindaco Fontana all’urlo “Roma sprecona”, perchè i soldi promessi non sarebbero sufficienti a realizzare le opere durature necessarie per Varese.
Penso che occorre fare un po’ d’ordine sulla questione distinguendo quello che riguarda i mondiali da tutto il resto.
Quando una città si candida ad accogliere un evento di importanza internazionale, deve fornire delle garanzie sulla capacità di organizzare l’evento sulla base sia di quanto già ha (in termini di risorse umane, di strutture e di disponibilità economiche) e sia di quanto prevede di fare concretamente per quello che manca.
E’ chiaro che la credibilità di un ente organizzatore si gioca principalmente su quello che è in grado di offrire al momento della candidatura piuttosto che su quello che potrebbe avere.
Vediamo cosa ha Varese: una terra gradevole dal punto di vista ambientale servita da un aeroporto internazionale, una tradizione laboriosa, una tradizione ciclistica gloriosa.
E’ vero, Varese manca di un adeguato sistema tangenziale, ma questo lo si sapeva già al momento di presentare la candidatura ai mondiali 2008.
Se mai i nostri amministratori ritenevano che il sistema tangenziale si fosse potuto realizzare con i finanziamenti dei mondiali di ciclismo, sapevano che potevano contare solo sui 30 milioni in 15 anni (22 al netto degli interessi), promessi dal precedente governo e tuttora confermati, dall’attuale governo.
Non so se 30 milioni per i mondiali di ciclismo siano tanti o pochi, ma un anno fa, quando al governo era il centro destra, non mi risulta che i nostri amministratori si siano mai lamentati dei soldi promessi.
D’altronde con una cifra inferiore e con metà tempo a disposizione la città di Trapani è riuscita a organizzare l’evento dell’America’s Cup.
Non vorrei che il nervosismo che traspare sia da attribuire più a inefficienze e ritardi padani che a
colpe romane.
Ricordiamoci che la Lega è al governo della città da 14 anni e la priorità del sistema dei trasporti è
stata data alla funicolare e non al sistema tangenziale.
Inoltre anche in fase di programmazione la Lega ha lasciato molto a desiderare. Infatti il tracciato
per il collegamento nord-est della città (Folla di Malnate – Val Ganna) previsto dal PRG adottato
alla fine degli ’90, in piena era leghista, è risultato superato pochi anni dopo, quando nel giugno
2003 è stata votata dal Consiglio Comunale di Varese la proposta di variante urbanistica, che rivedeva il tracciato disegnato solo pochi anni prima. Inoltre sono passati 3 anni senza che siano state discusse le osservazioni presentate alla variante, passaggio obbligato in Consiglio comunale per rendere operativa ed efficace la variante stessa.
Come se ciò non bastasse, l’ultimo progetto del collegamento nord-est di Varese (impropriamente
chiamato tangenziale), rivisto dall’ANAS, non si allinea, in alcuni punti, né al PRG vigente, né alla
variante votata nel 2003, per cui si dovrebbe, per quei punti, far ripartire l’ter di approvazione di
una nuova variante urbanistica.
Come potete vedere se Roma ha latitato nei finanziamenti, Varese ha latitato nella pianificazione.

Nicola Milana - Consigliere Comunale Varese – Gruppo Margherita

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