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Mostra e bambini: una convivenza, per noi, felice

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10 dicembre 2013

L’assessore alla cultura Simone Longhini risponde alla questione sollevata in una lettera alla redazione da Bambi Lazzati e dall’associazione "Amici di Piero Chiara" sulla prossimità dell’organizzazione di feste per bambini e l’allestimento delle opere d’arte durante la mostra dedicata a Gottardo Ortelli.

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Egregio direttore,
La critica ricevuta in ordine alla “commistione” di pubblico e di iniziative presso il Castello di Masnago, in occasione della mostra dedicata a Gottardo Ortelli, ci consente di avviare una riflessione più ampia sul significato e la gestione degli spazi museali nel nostro tempo.

Prima di ogni altra cosa, però, desideriamo rassicurare la signora Lazzati e gli Amici di Piero Chiara sul fatto che le immagini da loro inviate sono di uno spazio in corso di riordino, non certo la normale condizione, che prevede anzi una sistemazione di tavoli e sedie del tutto compatibile con l’allestimento della mostra.

Nel merito della questione, invece, appare piuttosto evidente che si scontrano due differenti visioni di “cultura” oltre che di approccio all’arte, con particolare riferimento all’arte contemporanea.

Da una parte una visione “conservativa” che continua a vedere nei Musei degli spazi quasi sacri, nei quali è inammissibile ogni forma di contaminazione e per la quale qualsiasi scelta che non sia il mantenimento dello “status quo” appare come irrispettosa dell’Arte e degli Artisti.

E’ una visione rispettabile, ben incardinata in un ordine di pensieri tradizionale che, però, ha la responsabilità, a nostro avviso, di aver prodotto un impoverimento complessivo nella fruizione degli spazi museali.

Dall’altra, ed è il caso di Masnago, si persegue la ricerca di nuovi pubblici anche attraverso il ricorso a forme non tradizionali di fruizione.

In questo senso, e ne sono promotrici altre strutture museali nazionali ed internazionali, il Castello di Masnago, anche per il suo ruolo di Museo di Arte Moderna e Contemporanea, ha avviato da tempo un percorso di apertura ad utilizzi diversi degli spazi museali, sempre nel pieno rispetto della sicurezza e della conservazione delle opere d’arte, quali appunto l’uso di spazi non convenzionali per i laboratori didattici e per le attività dedicate sia alle famiglie e ai bambini che agli adulti.Valga, a titolo di esempio, l’organizzazione di corsi Feldenkrais (un particolare metodo di ginnastica per adulti) nelle sale museali, che destò inizialmente perplessità e che si è invece dimostrato un buon modo per vivere gli spazi museali.

A maggior ragione l’utilizzo di spazi, anche espositivi, per accogliere bambini e famiglie viene considerato come una delle “leve” più interessanti per aumentare la conoscenza e la fruizione dell’Arte anche in forme non tradizionali.

E’ davvero da chiedersi se avvicinare i più piccoli alla cultura inserendo il loro mondo negli spazi dedicati all’Arte Contemporanea, quale è ad esempio quella di Gottardo Ortelli, sia davvero un atto “blasfemo” o se, invece, non sia una scelta che produce, nel tempo, la diminuzione di quella distanza che tutti lamentano esistere tra Arte e Pubblico.

La scelta di Masnago va in questa direzione ed i risultati numerici sembrerebbero dare ragione a questa impostazione, tanto che nel del 2013 si giungerà, dopo molti anni, a superare il tetto dei 13mila visitatori, dei quali una gran parte proprio provenienti da famiglie e scuole.

A noi piace credere che il Maestro non avrebbe disapprovato il trovare accanto – e in totale rispetto – alle sue opere bambini, insegnanti e genitori che, altrimenti, non si sarebbero probabilmente mai accostati alla sua arte.

Ringraziando la signora Lazzati per il meritorio lavoro che svolge, insieme all’Associazione Amici di Piero Chiara, rivendichiamo però il diritto di agire con modalità autonome nell’ottica di un’apertura totale e di ricerca di nuovi pubblici così come la modernità impone.

Simone Longhini, assessore Comune di Varese

Simone Longhini

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