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Moto: le cose da scoprire

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24 aprile 2007

Egregio direttore,
chi le scrive e’ un motociclista 47enne leggermente
rattristato dalla lettura, non tanto per le idee del sig. Giovannelli(ognuno ha le proprie) quanto per il fatto che l’opinione dello stesso venga presentata sotto forma di editoriale ed invito a legiferare in tal senso.
Alcune delle cose che ho letto sono terribilmente vere, i motociclisti che hanno perso la vita in questi giorni sono tanti, troppi.
E ancora troppi sono i motociclisti che guidano in modo sconsiderato sulle nostre strade. Finche’ ce ne sara’ uno, saranno comunque troppi.
Ben vengano quindi controlli severi, severissimi nei confronti di chi scambia le nostra strade per la pista del Mugello.
Ma perche’ nell’editoriale non si fa menzione di quanti sono i motociclisti vittime degli altri mezzi che circolano per le nostre strade o dello stato pietoso delle stesse?
Lei che sicuramente ha accesso ai dati, verifichi quanti sono i ragazzi e le ragazze che hanno pagato con la vita la distrazione di automobilisti e camionisti o le condizioni penose delle strade italiane
Scoprira’ cosi’ che una delle cause della strage e’ la minore protezione che il motociclo offre rispetto all’auto: se un auto non da’ la precedenza ad una moto, muore il motociclista; se una moto non da’ la precedenza all’auto… pure.
Scoprira’ poi che i guard-rail italiani sono pericolosissimi anche per chi cade a 50 Km/h; che da anni altri Paesi hanno iniziato a sostituirli con modelli nuovi piu’ sicuri.
Scoprira’ che in molte strade ci sono delle buche che prese da un’auto non fanno nulla ma prese da una moto fanno disastri.
Scoprira’ (magari se lo faccia raccontare da qualche suo amico motociclista), cosa voglia dire fare una rotonda ai 30 all’ora e finire con le ruote sul ghiaino o sulla sabbia lasciata da chi l’ha costruita.
Scoprira’ che nel 70% dei casi di incidente tra automobile e motociclo una delle causa e’ la scarsa percezione che gli automobilisti hanno della presenza del motociclo (non lo dico io, lo dicono gli studi internazionali).
Scoprira’ che in molte citta’ la segnaletica orizzontale e’ realizzata con vernici che al primo accenno di umidita’ si trasformano in saponette.
Scoprira’ che una buona parte di coloro che in moto hanno perso la vita od hanno avuto bisogno di cure non lo devono alla loro imperizia, ma a quella di qualcun altro.

Ma se tutto questo non la convincesse (o meglio non convincesse il suo collaboratore), vorrei almeno invitarLa ad invocare la “par condicio”.
Ovvero chiedere che anche quei “quattroruotisti” che dovessero causare danni a se stessi o ai propri passeggeri a causa della propria negligenza alla guida siano condannati a pagarsi le cure mediche.
Ovvero chiedere che non vengano piu’ prodotte auto troppo veloci.
Ovvero imporre la scatola nera anche sulle auto.
Dopo i primi rilevamenti ne scopriremmo delle belle.
Lorenzo Savio
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Carissimo Lorenzo
ha perfettamente ragione. I motociclisti sono spesso vittime non cause degli incidenti, ma questo non cambia la drammaticità della situazione. La mia era un provocazione per aprire una riflessione, anche se nello spcifico, come sto provando a spiegare qualche provvedimento va pensato, proposto e poi preso. Soprattutto a tutela di chi usa ed ama le moto.
Il direttore

Lorenzo Savio

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