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Motociclette e partito democratico

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11 ottobre 2007

Caro direttore,
sono un motociclista gentile e mi ha colpito la polemica riguardo il mio mezzo di trasporto. Certo che è pericoloso! Un vecchio amico mi diceva: “sulle moto bisogna salire sempre con un po’ di paura”. A ragione. Infatti lui è morto nel suo letto. Consapevole di ciò, ho vissuto sulla motocicletta momenti di reale benessere, con gli odori delle stagioni e quelli del lavoro dell’uomo, con il senso di libertà che l’auto non ti darà mai, con la convinzione di incidere poco sulla complessità del traffico e di muovermi con una certa facilità. Con la sicurezza quasi totale di arrivare in orario agli appuntamenti. Qualche volta, dandoci dentro… con l’acceleratore, ebbene sì.
Dopodiché appare chiaro che negli incidenti sono quasi sempre i motociclisti ad avere la peggio. Anche quando ci si trova davanti a quei pazzi (un’assoluta minoranza, però) che rischiano la propria vita e quella degli altri andando a velocità eccessive, per esempio sulle strade della Valganna. Non vedo comunque una ragione per ucciderli, come talvolta tentano di fare in modo pressoché legale certi automobilisti (una minoranza, però). Qualche volta riuscendoci… Forse a stare rinchiusi per ore in quella scatolona di metallo si diventa più aggressivi e anche pericolosamente sereni riguardo la propria sicurezza.

QUALCUNO CONTROLLA? In trent’anni avrò visto su quella strada un’auto della polizia al massimo sei o sette volte. Dieci volte i carabinieri e una quindicina i vigili urbani (meglio: “il” vigile urbano…).
E qui veniamo al partito democratico e alla politica. In un periodo di sfiducia, di scoramento, talvolta di rabbia contro i politici e i partiti, mi viene da chiedere ai catastrofisti criticoni: QUALCUNO CONTROLLA?
Si può evitare che un partito, o che almeno una parte dei politici che hanno rapporti con i propri elettori e cittadini solo ogni tot di anni, e solo indirettamente al seggio elettorale, vengano colti dall’euforia del potere? E questo anche quando siano partiti con i migliori ideali e i migliori propositi?

Preso atto che la politica è parte ineliminabile della nostra vita, considerato che noi facciamo politica anche senza accorgercene, dovremo prima o poi convincerci che l’unico modo per evitare gli abusi è PARTECIPARE e dunque CONTROLLARE.
Per questo io cerco di partecipare e per questo andrò a votare il prossimo 14 ottobre alle primarie di questo nuovo partito che qualcosa vuole rinnovare. Certo consapevole che all’origine ci sono errori, centralismi, cose fatte troppo in fretta e tutto quello che si vuole, ma consapevole anche che, se siamo in tanti a metterci voglia, lavoro, e questa sorta di controllo democratico, le cose non potranno che migliorare. Sarò anche un illuso, ma non mi va di crogiolarmi nei gruppettini di sfigati che esprimono analisi ineccepibili, formidabili critiche e nessuna azione. Facile, ma non aiuta a cambiare la società. Nella società siamo in tanti e dovremmo forse saperci confrontare in politica così come si è fatto in questa sede tra motociclisti e automobilisti. Idee diverse, interessi diversi, personalità diverse? Alla fine siamo tutti sulla strada a cercare di convivere senza farci troppo male. Siamo così tanti, non siamo quattro gatti, e dopo il voto del 14 ottobre comincia il bello!

Un caro saluto

PS: sabato tredici, per le vie di Varese, c’è una biciclettata simbolica per le vie di Varese, organizzata dal Comitato cittadino per il Partito democratico. Chi vuole sgranchirsi gambe e idee si può trovare in Piazza Montegrappa tra le 14,30 e le 15,00.

Vincenzo Masotti, Cugliate Fabiasco.

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