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Mozione sull’acqua

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24 dicembre 2009

Il governo ha approvato negli scorsi giorni una legge che di fatto consegna importanti elementi nel comparto dell’acqua agli interessi economici privati.

Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale, viene sottratta ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita.

Il Governo impone per decreto che i cittadini e gli Enti Locali vengano espropriati di un diritto e di un bene comune com’è l’acqua per consegnarlo nelle mani dei privati e dei capitali finanziari. Ciò avviene sotto il falso pretesto di uniformare la gestione dei servizi pubblici locali alle richieste della Commissione Europa mentre non esiste nessun obbligo e le modifiche introdotte per sopprimere la gestione “in house” contrastano con i principi della giurisprudenza europea. Nonostante sia oramai sotto gli occhi di tutti che le gestioni del servizio idrico affidate in questi ultimi anni a soggetti privati, sperimentate in alcune Provincie Italiane o a livello europeo abbiano prodotto esclusivamente innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi, si continua a sostenere che mercato e privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi.

Precedenti esperienza hanno dimostrato come il passaggio dal pubblico al privato non comporti assolutamente maggiori investimenti o miglioramento dei servizi così come il passaggio da tariffe calmierate a prezzi liberi comporti sempre per le famiglie incrementi di spesa senza nessun ritorno in termini di efficienza.

Esempi di quanto sopra si possono trovare nel prezzo dei carburanti, nelle tariffe RC auto, nei trasporti pubblici ecc.

L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.
Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori e il prezzo dell’acqua non può essere aumentato solo per permettere ulteriori margini di profitto.

Anche in provincia di Milano il rischio è quello della messa sul mercato di almeno il 40% del pacchetto azionario di Amiacque , la società attualmente a totale capitale pubblico, che già eroga il servizio idrico a ben 2,4 milioni di milanesi (capoluogo escluso).

Anziché mantenere sotto il controllo pubblico proprietà ed erogazione dell’acqua, la Giunta Formigoni sceglie il modello dell’impresa mista con ingresso delle società private (con partecipazione almeno del 40%), in linea con l’orientamento del Governo contenuto nell’ art. 15 del D.L. 135 .

Ma in Lombardia il processo di privatizzazione avviene in un quadro legislativo più che incerto. La vigente legge regionale della Lombardia consente infatti ai Comuni (riuniti negli ATO, Ambiti Territoriali Ottimali) la scelta per il mantenimento della gestione pubblica. Al contrario l’affidamento tramite gara è già stato contestato dall’Antitrust e dall’allora Comitato di Vigilanza sulle Risorse Idriche (Co.Vi.R.I.).

Nello specifico la sentenza del marzo di quest’anno dell’Antitrust stroncava le norma regionale affermando che “il modello lombardo sembra preludere alla duplicazione di posizioni di monopolio ”, poiché disegna “una organizzazione del servizio idrico che prevede la separazione tra l’attività di gestione della rete e quella di erogazione del servizio ”.

Il Co.Vi.R.I. a maggio aveva bocciato il Piano d’Ambito approvato dall’ATO di Pavia, poiché “incentiva a incrementare le vendite dell’acqua in violazione del principio di un uso sostenibile della risorsa e di una politica di risparmio” e “ non prevede un limite massimo di crescita annuale delle tariffe ” .

L’ATO di Pavia, anziché attendere l’esito del ricorso, ha preferito accelerare l’apertura della gara , alla quale si presenterà anche un’Associazione di Imprese locali che sembra verrà (paradossalmente) aperta alla multinazionale francese Veolia! Si può affermare che i Comuni del pavese saranno gli apripista all’entrata in Lombardia delle grandi multinazionali francesi dell’acqua .

Se i Comuni ed i Sindaci lombardi, eletti dai cittadini, saranno espropriati delle loro competenze sull’acqua, che senso possono avere le richieste di maggiore autonomia e di federalismo fiscale? perché a livello nazionale forze politiche federaliste hanno sostenuto l’art. 15 che introduce l’obbligo di cedere ai privati (e quindi alle imprese multinazionali) la gestione di beni comuni, in primis l’acqua, che appartengono ai territori?

Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari.

Il Consiglio Comunale di Vanzaghello chiede:

– A tutti i Parlamentari la modifica delle nuove norme che privatizzano l’acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.

– Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

– Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.

Il Consiglio Comunale di Vanzaghello:
– assume l’impegno per promuovere il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.
– aderisce alla campagna nazionale “Salva l’acqua” promossa dal “Forum italiano dei movimenti per l’acqua”.

– dà mandato al Sindaco ed alla Giunta affinché sia promossa presso la cittadinanza l’importanza dell’acqua come bene pubblico indisponibile.

– dà mandato al Sindaco ed alla Giunta affinché operi in tutte le sedi istituzionali, sociali, politiche ed economiche per promuovere i punti sopra citati.

Il gruppo consiliare Insieme per Vanzaghello

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