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Napolitano e la Memoria

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27 gennaio 2009

Egregio Direttore,

sono profondamente sconcertato dal discorso commemorativo del Presidente Napolitano: difendere d’ufficio Israele significa incoraggiare, oggettivamente, l’antisemitismo; come può il Presidente dimenticare che Hamas è stato legittimamente eletto dal popolo palestinese e che dunque Israele non è il solo Paese democratico in Medio Oriente, come può tacere ciò che l’ONU apertamente dichiara e che cioè l’azione di Israele contro gli inermi abitanti di Gaza si può configurare come un crimine contro l’umanità? Che si debba trattare con Hamas e non con la delegittimata Fatah è mia opinione personale, ma far cominciare tutto con i razzi di Hamas è antistorico oltre che ingiusto:Hamas trova fertile terreno in una popolazione affamata da un blocco ingiustificato di cui anche l’Italia si è resa colpevole. Tacere tutto questo significa far passare per antisemiti tutti coloro che si oppongono alla politica di Israele e, all’opposto, alimentare l’antisemitismo in tutti coloro che vogliono strumentalizzare gli errori di Israle per fini razzistici. Secondo me questo non è un buon servizio reso alla Memoria: il Presidente Napolitano avrebbe fatto molto meglio a tenere distinti e separati il doveroso ricordo dell’immane tragedia della Shoah e la questione palestinese, che merita una molto più attenta valutazione.

Distinti saluti

Roberto Fossatelli, Varese

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