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Nel frattempo il Vesuvio sonnecchia

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26 giugno 2011

Egregio Direttore,
Tra le risposte alla mia noterella sulla spazzatura di Napoli – pubblicata (ringrazio!) venerdì 24 giugno – ne ho ricevuto una deliziosamente perfida che si conclude così: “Nel frattempo il Vesuvio sonnecchia!”.
Intanto il povero sindaco – fallito nell’ambizioso ruolo di taumaturgo delle “cinque giornate”– non s’è dimesso, ma invoca l’intervento del Governo nazionale (peraltro fino ad ieri odiatissimo da lui e dalla sua parte politica), affermando che la crisi della sua spazzatura è addirittura una “emergenza nazionale”.
Il sindaco di Napoli merita qualche comprensione perché è nella singolare situazione di non potersela prendere più di tanto con il suo predecessore – che era la Jervolino – e gli è negato il conforto di gridare “Napoli espugnata!”, come ha potuto fare il sindaco Pisapia “Milano espugnata!”, nel gioco delle parti recitato con il Grande Parolaio Nicolino Vendola.
Non può, perché da quelle parti ha imperato e imperversato Bassolino!
In soccorso del sindaco è arrivato Vasco Errani, con una dichiarazione tragicomica: “…L’Italia deve rispondere tutta insieme di fronte ad un problema nazionale che ha anche ricadute internazionali”.
Ha detto la sua anche il Capo dello Stato, su una presunta emergenza sanitaria nazionale.

I governatori del Nord hanno risposto picche:
quello del Veneto ha dichiarato che “al massimo posso mandare i miei tecnici in Campania”, spiegando che “si tratta di fare un buco e interrare i rifiuti, mica ci vuole un premio Nobel. Ma loro non vogliono bruciare i rifiuti, non vogliono stoccarli, dobbiamo portarceli a casa noi?”.
Il governatore del Piemonte dice: “Mandare i rifiuti da una parte all’altra non è la soluzione, anzi de-responsabilizza”.
Il governatore della Lombardia è sulla stessa lunghezza d’onda.

Mi vengono un paio di considerazioni:
la spazzatura di Napoli è soltanto la faccia puteolente della crisi generale del sistema Italia, malata delle disfunzioni della pubblica amministrazione e della giustizia, gravata dagli sprechi e dalle inefficienze degli organismi politici, oppressa da una atavica evasione fiscale con la conseguente oppressione dei “virtuosi obbligatori”.
Perché, per iniziare, non si taglia a metà il numero dei parlamentari, non si riforma il sistema bicamerale, non si riducono stipendi e prebende, sprechi e privilegi?

Un esempio:
venerdì sera, rientrando da Milano, mi ha superato una vettura con il marchio della Regione, a bordo un signore, alla guida l’autista: la vettura una BMW 730 (listino da € 79.000 in su).
Perché – se i dirigenti proprio non possono prendere il treno – non viaggiano su una Fiat?

Cordiali saluti

Ulderico Monti

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