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Nessuna tragedia è voluta dal Signore

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9 aprile 2009

Gentile signor direttore,
nessuna tragedia è voluta dal Signore.
Le parole "Una tragedia voluta dal Signore durante la settimana santa di passione prima della Pasqua" descrivono una situazione sbagliata.
Anche la crocifissione del Creatore è una tragedia, e neppure essa è voluta da Dio.
Questi drammi sono successi (e ne succederanno prima o poi sempre) perché Dio affida mondo e società all’umanità stessa.
Alcuni esseri umani DECIDONO fra il bene scomodo e il male comodo.
Il bene è tutto sommato conveniente ma costa più fatica del male che è per qualcuno più conveniente perché a lui costa meno fatica.
La globalizzazione e l’urbanizzazione massiccia, l’edilizia intensiva, la mentalità industriale, l’incuranza del pericolo, la non applicazione della prudenza sono tutte scelte decise da quei pochi milioni di persone che risparmiano la fatica della gestione esaustiva della sicurezza del benessere generale di lunga durata.
La frequenza con cui certe cose sono successe nel passato è tendenzialmente indicativa della probabilità con cui tali cose succederanno nel futuro.
Non esiste neanche la tecnologia per garantire che dove viene costruita una città non succederanno terremoti, però c’è una memoria storica e quelli che abitano in posti così pericolosi possono SEMPRE decidere di andare a cercare di abitare in posti più sicuri.
Questa responsabilità viene ripartita su tutti, e per ognuno è così poca che sembra non esserci.
Gli unici innocenti sono i bambini e gli ammalati e i lavoratori dipendenti che succubi rimangono gioco-forza nelle vicinanze del posto di lavoro, obbligati o forzati dalla loro situazione che dipende sempre da qualcun altro che poteva può potrà sempre decidere arbitrariamente.
Anche le scelte delle locazioni delle aziende che offrono lavoro lì sono dipese da motivazioni che non hanno quasi alcuna relazione con i rischi geologici, sono nate e cresciute lì per saturare il territorio, con l’intenzione di saturare il mercato.
L’unica motivazione scatenante che secondo me è imputabile di leggerezza è l’imprenditorietà degli esseri umani.
Forse abitare in Italia (terra con abbondanti episodi vulcanici, sismici, ecc. ecc.), o generalmente abitare nell’universo, include, comporta e sottointende l’accettazione di rischi.
Siamo noi esseri umani abitanti del pianeta, quelli che lo devono gestire.
Dio affida mondo e società all’umanità stessa (per i non credenti: il mondo e la società sono affidati all’umanità stessa).
Però c’è ancora chi lucra sulla disgrazia degli altri.
C’è anche chi si para dietro a posizioni religiose, magari parla spontaneamente cercando la motivazione dell’accaduto (tutti sempre vogliamo capire, chi attivamente chi passivamente, cosa succede e perchè), e c’è anche chi approfitta di ciò per polemizzare con la religione.
Cordiali saluti
Carlo Cattorini

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