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Nessuno può distruggere la Civiltà

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25 aprile 2007

Egregio Direttore,
c’è un legame fra la radiosa giornata del 25 aprile 1945 e le gloriose quattro giornate di Napoli.
L’insurrezione del 28 settembre a Napoli fu la testimonianza concreta e viva di come nessuna costrizione, nessuna dittatura, nemmeno la più spietata, la più disumana, la più feroce possa mai aver ragione dell’uomo, della sua dignità e libertà. Fu la testimonianza di come nessuna sopraffazione, nessuna conquista militare possa domare o distruggere la Civilità e la Storia di un popolo.
Le Quattro Giornate di Napoli rimangono un esempio unico, quello di una rivolta scoppiata senza alcuna preparazione e senza alcuna organizzazione, che nacque e si sviluppò come genuina popolare manifestazione.
In una città affamata, umiliata, all’estremo delle forze, scoppiò l’insurrezione: dal Vomero a S.Ferdinando, dal Museo ai Camaldoli, dalla zona industriale all’occidentale fu un improvviso richiamo che – nato da strade, case e campagne – in un crescendo di iniziative presto assunse la fisionomia di una battaglia.
Da una parte vi erano gruppi di giovani, gli scugnizzi, con gli operai e i popolani guidati da intellettuali o da ufficiali subalterni che non erano collegati tra loro, dotati di armi di fortuna; dall’altra parte le unità dell’esercito tedesco ben addestrato, con armi e mezzi corazzati.
Vinse il popolo, il suo entusiasmo, la forza della disperazione.
I tedeschi fuggirono per via terra e al porto di Napoli poterono sbarcare le truppe alleate anglo-americane: era passato un terribile uragano e l’esempio di Napoli avrebbe trascinato tutto il Paese in quel grande movimento di riscossa che fu la Resistenza.
Non cronaca di quei giorni gloriosi, solo Storia di quelle gesta famose, memorie dolorose, sacrifici, sangue, morte.
Per vent’anni la città aveva coltivato il sentimento di Libertà negli uffici, nei laboratori, nelle scuole ove troneggiava la figura di Benedetto Croce grazie a una schiera di uomini di Pensiero e di Azione.
Dal loro sacrifico nacque la riscossa, la Resistenza.
Oggi, a ottantasei anni, da sopravvissuto agli eventi della guerra 1940-1945 e alle Quattro giornate di Napoli del 28 settembre 1943 fra i tanti mazziniani napoletani, sono lieto perchè partecipo al 62° anniversario della Liberazione dal nazismo e dal fascismo.
Sono orgoglioso delle mie radici storiche, di essere nato repubblicano, mi vanto dell’educazione familiare ricevute e dei miei doveri civici assolti.
Non è vanto inutile, non sterile ideologico rimpianto, è Storia e Tradizione, apprendimento, amore di Giustizia e Libertà”

Dott. Carlo Galluppi Presidente d'Onore Associazione Mazziniana Italiana Gallarate

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