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Neve spazzata, ma non rimossa

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9 gennaio 2009

Gentile signor direttore,
ho letto le lettere 13777 e 13801 di Nicoletta Scanu e la lettera 13807 di Paola Colombo che le sono state scritte ieri (8 gennaio ’09), e vorrei segnalare anch’io che la neve (che oggi è ghiacciata) in tante strade di Gallarate è stata non rimossa bensì solo spostata dal manto stradale e accumulata sui marciapiedi.
Per non rischiare di farsi male, i pedoni sono obbligati a camminare sulle banchine stando vicini alle corsie sulla strada, spesso avventurantosi a proprio rischio nella neve per raggiungere e leggere le tabelle degli orari AMSC alle fermate dei pullman.
Ancora una volta, strade e piazze diventano barriere architettoniche che costano tanta fatica sia ai ragazzi che sono obbligati a essere agili come l’uomo ragno, sia ai bambini che devono andare a scuola, sia agli anziani, sia alle persone svantaggiate che usano bastoni, stampelle, o carrozzelle (a mano o elettriche), che in pratica non possono uscire di casa.

Gallarate paga le rotatorie di piazza Risorgimento e di piazza San Lorenzo con numerosi disagi, tutti strategicamente fuori dal preventivo a suo tempo presentato dalla giunta e dal sindaco, i quali hanno calcolato unicamente il beneficio dei centri commerciali che ora (in condizioni normali) sono più raggiungibili.
Per trasferire la fatica da fare dalle imprese commerciali agli utilizzatori clienti, la si trasferisce anche alle persone svantaggiate, agli handicappati.
VERGOGNA.
Togliere la neve solo dal manto stradale è molto più facile ed economico che rimuovere la neve dalle strade e dai marciapiedi, anche dai marciapiedi stretti e/o alberati.
Il risultato è la strada “difficile e pericolosa” per i pedoni ad esempio andando dalla fondamentale e centralissima piazza san Lorenzo alla fondamentale e centralissima piazza Risorgimento e da lì al fondamentale e centralissimo corso Sempione.

Quelli che hanno avuto importanti posizioni politiche appropriandosi dell’incarico della gestione della città, che si sono autoaumentati gli stipendi, che non fanno alcuna esperienza della fatica del vivere, potrebbero per favore ricordarsi con coscienza che gli altri gallaratesi hanno il diritto di non fare la brutta esperienza dell’ulcera, e adoperarsi con premura e sollecitudine a meritare il loro emolumento?
Mentre stavo scrivendo queste poche parole, ho visto che ha pubblicato la lettera 13811 di Barbara M.R. Milani, che osserva (anche lei sgomenta) che il sindaco ricorda alla cittadinanza l’obbligo della fatica gratuita della pulizia dello spazio davanti agli immobili privati, e dimentica di ricordare ai “servizi di gestione del suo comune (AMSC)” di fare la stessa cosa per la quale la cittadinanza già paga.
Ho letto anche la lettera 13812 di Di Donato Giuseppina.
Non so, forse l’amministrazione di Gallarate è preoccupata dalle preoccupazioni dell’amministrazione del Bel Paese…
Il loro stipendio dovrebbe commisurarsi al loro lavoro, e il loro lavoro dovrebbe rivolgersi verso l’abbattimento delle difficoltà della fatica del vivere a Gallarate.
Invece, sono concentrati sul Teatro del Popolo e sul Teatro Condominio Vittori Gassman.
Grazie.

Carlo Cattorini - Gallarate

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