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No, Italians can’t

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5 novembre 2008

In Italia anche i giornalisti più titolati continuano a chiamare i nuovi Italiani “extracomunitari”, circa dieci anni dopo la fine del termine burocratico ‘Comunità Europea’, tanto che spesso si accaniscono a ricordare “extracomunitari e europei dell’est”: parola davvero offensiva, e limitativa del nostro paese. Perché non solo intrinsecamente razzista, ma testimone di una realtà politica inquietante. Quattro milioni di nuovi Italiani vivono nel limbo, non avranno per una generazione cittadinanza, non possono votare né essere votati. Peccato. Perché ne abbiamo bisogno. Gli stranieri sono una finestra che dovrebbe aprirci su un mondo che cambia. Noi invece, non possiamo, non sappiamo cambiare. L’Italia presto sarà uno Stato Canaglia, che dal 2012 dovrà pagare multe assurde e pesanti, perché non fa nulla per ridurre la propria impronta ecologica. Prendiamo l’auto per fare trecento metri, le industrie non vogliono ridurre lo spreco, i media dipendono dalla pubblicità e non propongono un vero cambiamento. L’unico che alimentiamo è il cambiamento climatico, che causa tempo violento da noi e siccità, cioè fame, nel Sud del mondo. Rifiutiamo ogni riconoscimento a chi questa situazione e la povertà -che noi conoscevamo una generazione fa e che rinneghiamo- ci manda. Chi ha notato il fatto difficilmente negabile che la pulizia che lo Stato ha fatto nei confronti del clan Casalesi e di tanti sindaci corrotti dalla Camorra, parte di un sistema che i locali non potevano battagliare è la conseguenza di una rivolta di Ghanesi che hanno rovesciato auto davanti al municipio di Castel Volturno? Potremo, anche noi, vivere in questo nuovo mondo globale, lottando la dabbenaggine e il razzismo, che purtroppo macchia la piccola, semiperfetta Varese, per quanto chi la governa, colpevole solo di una miopia diffusa, sostenga che il problema non esiste (da noi, finché lui è al potere)… E chi governava non Varese, ma il Paese prima non ha visto né capito il razzismo che la microcriminalità venuta dall’Est scatena, odiosità reale che troppi ora cavalcano a danno di tutti.

Marco Viganò

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