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No Tav? No UE

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28 giugno 2011

Egregio Direttore
I NO TAV della VAl di Susa, si sono scatenati contro la realizzazione della Tav Lione-Torino (corridoio 5). L’ infrastruttura, a cui si oppongono alcune migliaia di residenti di quel territorio, costituisce una diramazione del "corridoio 6" Lione-Trieste-Capodistria-Lubiana da cui l’ Italia non può sottrarsi. Francamente faccio fatica a comrendere le ragioni di simili "battaglie" se non motivandole con impulsi dell’ ideologia. Basta prendere una cartina specializzata e rendersi conto delle numerose irradiazioni ferroviarie nel vecchio continente. Tutta l’ Europa è impegnata in nuovi tracciati di Alta Velocità ed Alta Capacità non solo per accorciare i tempi di percorrenza ma per dirottare il trasporto merci dalla gomma alla rotaia. E non mi sembra una banalità visto che la il treno, mezzo di trasporto più sicuro ed economico, inquina molto meno dell’ auto (-60% di co2) o dell’ aereo (-70%). Solo dalle parti del Piemonte ci si straccia le vesti per anndare contro ogni progresso. E pare che il "cristo ferroviario " si debba fermare a Chiomonte, in Val di Susa. Poi magari quegli stessi contestatori guidati da frange estreme allestiscono battaglie contro l’ inquinamento atmosferico, buco dell’ ozono ed altre considerazioni. In Svizzera è in via di completamento l’ Alp Transit, il corridoio 24 interesserà la direttirice Rotterdam-Genova, in questi giorni si sono ultimati gli accordi per il tunnel ferroviario Insbruck- Fortezza fra Austria e Italia. C’ poi il progetto per l’ Alta Capacita’ del terzo valico del Giovi, capace di innestare traffici merci del Nord Italia ed il resto dell’ Europa. Con l’ Alta Velocità ora si va in treno da Milano a Roma in meno di tre ore, a Napoli da Torino in 5 ore e 40 ecc. Non vogliamo l’ AV/AC? E allora benvenuti siano i Tir su strade ed autostrade (un treno merci ne sostituisce una ventina). Eppoi apprendiamo che gli stregoni della sinistra radicale vogliono uscire dall’ Europa (Marco Rizzo, già deputato europeo). Liberi di sostenere le proprie convinzioni, ma si rispettino anche quelle degli altri, che chiameremmo SI TAV. La sinistra si è spaccata su questo argomento con illustri esponenti del PD e sindaci di quel partito. E da ultimo forse sarà utile ricordare che all’ inizio dell’ 800, con l’ avvento della ferrovia (1825) in Inghilterra ci fu un sollevamento di contadini sostenuti dall’ opposizione (lontani cugini dei nostri NO TAV) di sua maestà in parlamento contro il treno che si affacciava all’ orizzonte. Motivo? Il fumo ed lo sferragliare di locomotive e carri avrebbe impedito alle galline di fare le uova ed alla mucche di produrre latte.

Giovanni Mele - Luino

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