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Non credo nella rinascita dell’Italia

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4 gennaio 2009

Egregio Direttore,

trovo sempre molto stimolanti gli interventi della signora Roberta che con pacatezza e senso critico crede ancora nella possibilità per il nostro paese di farcela ad uscire da una crisi sociale, culturale e politica che ben è descritta dal signori Fiori nella sua interessantissima lettera.
Ebbene, io non credo più che questo Paese possa farcela a rimanere unito, sono troppe le differenze tra il nord produttivo e parte del sud dove la malavita ed il malaffare regnano indisturbati, ma ancor più terribile è la mancanza di aspirazioni, ambizioni tra le nuove generazioni. I giovani in quelle zone non hanno futuro, la massima aspirazione è ambire a diventare insegnanti pubblici (posto sicuro alla faccia delle capacità e dell’effettiva volontà di formare le nuove generazioni) grazie all’ufficio collocamento realizzato dai politici con la scuola, chi non ci riesce tenta la via dei forestali o di altri incarichi a tempo determinato in cambio dei voti di famiglia (si veda in Calabria l’inchiesta sui voti di scambio che vede coinvolti molti politici locali nelle ultime elezioni regionali), per chi ancora non trova alcun appoggio l’ultima strada è quella di rivolgersi all’ufficio di collocamento della malavita.
Sono rimasto sconcertato dalla visione del film Gomorra (nemmeno il rispetto della propria terra utilizzata come discariche di rifiuti nocivi delle industrie del nord), rimango sconcertato dall’apprendere ogni giorno dai media di fatti di cronaca terribili: “giovane arso vivo” “agguato camorristico fa 2 vittime” “regolamento di conti mafioso” dice bene Saviano che in Campania, Calabria e Sicilia si sta combattendo una guerra.
Signora Roberta, non c’è malanimo fra italiani, io nutro un grande senso di impotenza e convinzione che oramai il sud arretrato, socialmente, culturalmente e politicamente non è e non sarà in grado di competere con un qualsiasi paese europeo e probabilmente con nessun paese al mondo industrializzato. La lenta secessione sociale, politica, culturale ed economica che il sud sta compiendo porterà questa parte d’Italia ad essere isolata dall’intera Europa.
L’accettare questo stato di cose lo sono per primi gli abitanti di quelle zone e purtroppo solo l’isolamento politico ed il blocco dei trasferimenti di denaro dal nord al sud e dall’Europa all’Italia potrà contribuire alla svolta o meglio alla rivolta, della gente perbene del meridione che per primi devono iniziare la battaglia contro il degrado regnante oggi.
Con stima

Marco Ricciuti

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