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Non lasciamo sfiorire l’InformaGiovani di Gavirate

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25 giugno 2016

Caro direttore

non posso rinunciare a inviare un accorato appello in merito al Servizio di InformaGiovani e di InformaLavoro che Gavirate si appresta a trasferire e ridurre. Sono colei che per oltre dodici anni ha diretto i Servizi alla Persona del Comune di Gavirate.

Nel 2001 l’allora Sindaco Alberio, riorganizzando la macchina comunale, mi affidò i Servizi Sociali, Scolastici, Culturali.
Folgorata “sulla via di Damasco” da un comparto che conoscevo solo dal punto di vista amministrativo, con l’ausilio di politici e di tecnici competenti, iniziai a comprendere ed apprezzare  l’intrinsecità dei Servizi alla Persona, il valore del lavoro di rete sia locale che territoriale, l’impatto sociale sulla città, l’importanza della congiunzione e del lavoro comune dei servizi sociali con i servizi scolastici e culturali per trasmettere valori e memoria alle giovani generazioni, attuando così quelle azioni di prevenzione di cui si parla molto ma si fa meno del necessario.

In questo importante quadro di azioni sociali il servizio che più funge da anello di congiunzione con le Scuole e da sportello sociale per la fascia di cittadini che più fatica a individuare la scelta scolastica e a trovare occupazione è sicuramente l’InformaGiovani-InformaLavoro, che a Gavirate ha una sede assolutamente estemporanea e innovativa, tanto da essere stata oggetto di numerose tesi di laurea.

Che cosa fa il servizio lo si sa, quello che non si valuta appieno sono le sue ulteriori potenzialità, per cui il pensionamento di una delle addette attuali potrebbe costituire non solo una perdita, ma un’occasione di cambiamento: una valutazione/variazione aggiornata dei servizi? un progetto sociale di sportello per le fasce di disagio? Un progetto di potenziamento delle azioni di orientamento scolastico? Un progetto comune con la ludoteca comunale, altro servizio “di frontiera” nell’affrontare il disagio giovanile, o con la Biblioteca, anche qui con potenzialità di rete tutte da sviluppare?

Leggo sulla stampa, ma già la conosco molto bene, la solita osservazione sull’utenza del Servizio: i cittadini gaviratesi ne beneficiano per meno del 30%: ebbene, da quando il benessere sociale è circoscritto al proprio paese? Non siamo forse una comunità diffusa? Non beneficiamo tutti delle azioni di cultura, di welfare, di diffusione della conoscenza che vengono attuate da tutto il territorio?

Solo una politica miope e senza una visione futura delle nostre città può restringere i servizi nel cerchio di un solo municipio!

E certo sarebbe importante e anche giusto che i Comuni limitrofi, la Provincia e anche la Regione partecipassero in modo concreto a salvaguardare e potenziare questi servizi a valenza diffusa, questo è il ruolo principale della politica, avanti, abbiate coraggio e cuore!

I servizi non sono solo un costo, se sono efficaci riducono i “costi sociali”, anche e soprattutto quelli che prescindono dal denaro ma si riflettono sulla sicurezza e sul benessere di tutti noi.

Grazie per l’attenzione

Maria Grazia Biancheri

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