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Nuovo stop sanitario ai vaccini

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2 novembre 2012

Caro direttore
Mentre tutto era pronto per l’inizio della campagna antinfluenzale 2012 , ecco sopraggiungere la notizia di un nuovo corposo ritiro dal mercato di vaccini : un nuovo stop sanitario ha decretato l’arresto della immunizzazione .
Dopo il blocco di due settimane fa di oltre 2 milioni e mezzo di dosi dell’azienda olandese Crucell, il Ministero della Salute e l’Aifa hanno disposto il divieto immediato a scopo cautelativo di alcuni vaccini antinfluenzali Novartis : si tratta dei vaccini influenzali FLUAD – AGRIPPAL – INFLUPOZZI ADIUVATO e INFLUPOZZI SUBUNITÀ, che, ai sensi dell’art. 142, comma 1, del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, hanno subito il divieto di utilizzo, poiché i medicinali presentano difetti di qualità potenzialmente pericolosi per la salute pubblica.
In totale le dosi di vaccino antinfluenzale contrattate con la Norvatis per l’Italia sono pari a tre milioni, e al momento risultano sette Regioni che hanno fatto ordinativi. Nonostante il ministro si sia affrettato a rassicurare circa il mancato utilizzo del farmaco, sembra, secondo agenzie di stampa, che gli effetti collaterali negativi paventati si siano già manifestati in più di una persona.
E’il caso di una giornalista in pensione di 73 anni , alla quale era stato iniettato uno dei vaccini compresi nell’elenco di quelli bloccati : meno di 24 ore dopo si è sentita male. E adesso i medici non sanno come curarla perché mancano indicazioni del ministero della Salute su come intervenire in questi casi, anche se è stato attivato uno speciale numero verde .
Tutto questo non può che mettere a rischio una campagna antinfluenzale seria e corretta, sia per la riduzione di farmaci a disposizione, sia per la giustificata diffidenza delle persone .
Quanto è successo deve essere l’occasione per fare maggior luce sulla necessità di una chiara trasparenza in un mondo, come quello della salute pubblica, in cui gli interessi economici sono fortissimi, così come forti sono le pressioni dei vari attori economici coinvolti.
In Italia viene indotto un ricorso eccessivo ai vaccini, dalla sempre più dubbia utilità, ma che certamente rappresentano un corposo business per le lobbies farmaceutiche: l’influenza delle stagioni fredde, esclusi i soggetti a rischio come anziani e cardiopatici, può essere addirittura benefica per l’organismo, perché ne rafforza le difese immunitarie.
Proprio in questi mesi la ditta Novartis è stata oggetto di “ attenzioni “ da parte degli animalisti per uso di animali quali cavie da sperimentazione , sperimentazione proprio di vaccini.
Tra l’altro, molte dei “ fenomeni” indotti negli animali non sono riproducibili nell’essere umano . Le ultime vicende devono essere l’occasione per riflettere circa l’effettiva utilità della sperimentazione sugli animali .
Molti sostengono che ormai questo metodo di validazione scientifica sia superato: lo affermano da anni tanti autorevoli organismi scientifici che promuovono alternative più etiche e più affidabili, basate sugli studi del genoma umano e sulle innovazioni in campo biomedico.
Secondo l’ex assessore Bresciani, in Lombardia sono presenti ben 68 ( sessantotto )stabilimenti utilizzatori di animali ai fini sperimentali .
Orbene sarebbe ora che la Regione stessa promuova accordi con le università degli studi e con gli istituti scientifici affinchè si studino e si applichino metodologie sperimentali innovative che non prevedano l’uso di animali vivi.
Ma questo, speriamo, dovrà essere materia di dibattito del nuovo consiglio regionale .

Andrea Bagaglio

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