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Ogni domenica

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9 settembre 2011

Cara redazione
Ci sono uomini, ci sono moto, ci sono piste da cross di polvere, terra e sabbia. Ci sono giorni nei quali tutti questi elementi si fondono e gli uomini strappano camicie, tute da lavoro, camici e divise per diventare piloti. Scoprono che per sei giorni alla settimana vivono mille vite diverse ma, la domenica, hanno un unico presente. Una danza di rituali, manie, sfide ed orgoglio. Un unico giorno nel quale l’età, la posizione sociale, la fede politica, la provenienza geografica non hanno alcuna importanza, perchè in pista sei solo un pilota.
Passano la settimana da persone qualunque, quasi mimetizzati tra l’asfalto e disgustosi caffè bollenti. Si svegliano ogni mattina con lo stesso sguardo, la stessa stressante frenesia di rincorrere il tempo e si addormentano ogni sera con la coscienza di non averlo afferrato.
Esiste un giorno però che non fa parte del mondo e gli uomini si svegliano senza il suono della sveglia. Si alzano e si radono non per convenzione ma per scaramanzia. Gli specchi del bagno riflettono il volto e non la sommità della testa stancamente ripiegata a fissare il lavandino. Gli occhi guardano, osservano, registrano e soprattutto brillano. Si balla signori che la festa abbia inizio. Gli uomini si vestono e come moderni cavalieri preparano l’armatura ed il loro fiero destriero ed ogni gesto non è casuale, non è sommario non è frettoloso. La calma serenità dell’eccitazione.
Se di domenica vi capita di essere in autogrill a metà mattina e sentire qualcuno che ordina un panino alla cotoletta da portar via giratevi ed osservate quell’uomo. Oggi il suo caffè è il migliore, nè troppo caldo nè troppo freddo, nè troppo corto nè troppo lungo. Lo sorseggia piano e dopo un secondo di pausa apparente scuote la testa in un meraviglioso sorriso e cordialmente saluta il barista. Se osservate quell’uomo capirete da quel sorriso che oggi è un pilota e quella sosta se la sta proprio godendo perchè tra poco sarà in pista con gli amici.
Se volete capire e trovare l’isola che non c’è seguitelo.
L’arena è pronta ma non c’è guerra, è una fiera, una quintana una giostra che non smette di girare. Camper superaccesoriati e sponsorizzati, SUV che per un giorno finalmente si sporcano di fango, indomite utilitarie reggono il confronto con titanici pick up. Oggi conta il coraggio, la passione. Oggi contano i sogni coltivati da bambino quando il rombo delle moto al cancelletto entrava e si confondeva con il battito del cuore. Oggi gli uomini capiscono perchè lavorano, soffrono, accettano, vanno in palestra e ogni tanto si metton persino a dieta.
Ginocchiere, pantaloni, pettorina e maglia. Ogni capo ha il suo posto, il suo ordine nella sacca. Stivali leatt brace ed il casco si allaccia con i guanti. Un colpo, forse due ecco la musica ed è tempo di entrare.
Se avete pedinato l’uomo dell’autogrill e umilmente vi siete accostati alle reti chiudete per un attimo gli occhi. Sentite i suoi pensieri? L’uomo ha lo stomaco chiuso, il pilota apre il gas. Attenti ecco l’isola che non c’è: oggi come ieri il rombo fa di nuovo parte dei suoi battiti, la mente respira la polvere e nel breve attimo di un salto, il bambino, l’uomo ed il pilota fissano lo stesso punto e chiudono il triplo.
Questo è il segreto, questa è la magia. Questo è il giorno di ogni pilota che la sera lavando la moto ancora rivive e si racconta.
La baldanza del triplo chiuso farà capolino durante la settimana quando le chiecchiere confuse delle persone diventan rumorose. L’ardire si farà strada all’improvviso quando l’uomo alza gli occhi e fissa il cielo, quando l’uomo si riflette negli occhi di suo figlio che sa andare in bicicletta solo con i gomiti aperti. Il piccolo uomo ripone il casco ed i guanti sul comodino la sera tra i baci della buonanotte. Il sogno si tramanda …come l’amore.

Ciao a tutti

Sabrina Lombardi

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