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Pace in Palestina, risanamento dell’amicizia

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29 novembre 2012

Lunedì scorso, 19 novembre, al Teatro Apollonio di Varese, prima dello spettacolo musicale FORZA VENITE GENTE, messo in scena dal gruppo parrocchiale di Biandronno INSIEME IN ALLEGRIA, abbiamo chiesto a tutti i partecipanti un momento di raccoglimento con la lettura del seguente comunicato:
“Di fronte agli atti di guerra che hanno già provocato decine di vittime, tra cui troppi bambini e persone civili, prima di iniziare questa festa, questo spettacolo, uno spettacolo che è una sorta di preghiera per la pace, che ricorda la vita di san Francesco, vogliamo lanciare un appello rivolto al governo del nostro paese, all’Europa ma soprattutto alla chiesa cattolica perché agiscono subito e si giunga al cessate il fuoco e si avvii una forte iniziativa diplomatica per la pace in questa terra così tanto martoriata, la Palestina, dove è nato, vissuto, messo in croce e risorto GESU’ CRISTO.
Ricordando oggi san Francesco, vogliamo rammentare il coraggio nel suo tempo di recarsi in Egitto senza armi per fermare le ostilità.  A 50 anni dall’avvio del Concilio Vaticano II e dalla forte iniziativa di pace di PAPA GIOVANNI XXIII con la “Pacem in Terris”, preghiamo per la pace per la Palestina, perché attraverso la preghiera si possa arrivare al più presto ad una  pace vera  dove la diplomazia ha sino ad oggi fallito.”   
La riflessione che possiamo fare oggi, dopo il cessato il fuoco, è quella di non accontentarsi della semplice cessazione delle ostilità, convinti che la pace nel mondo, passa solo attraverso una pace vera dove è vissuto Gesù Cristo. Senza la pace in Palestina non ci può essere la pace nel mondo intero. Il primo impegno rivolto a tutti, ebrei, cristiani, mussulmani, credenti o non credenti è quello di pregare ogni domenica per la Palestina, sino all’avvento di una pace. Forse i comitati dei bambini di Cernobyl, forti della nostra esperienza, potrebbero lanciare la proposta a tutti, ma soprattutto a tutte le parrocchie, di ospitare nelle famiglie per ogni estate qui nel nostro Paese, bambini palestinesi ed israeliani insieme per una vacanza terapeutica, non per fare del proselitismo ad una religione, ma rispettando la loro storia e le loro tradizioni, far nascere per le future generazioni il seme dell’amicizia e della solidarietà, perché solo amandosi tra di loro, si possano risanare animi, nati e cresciuti nella guerra e nella violenza e perché con la pace si vive meglio. Mentre noi risaniamo sul piano sanitario i Bambini di Cernobyl dalla radioattività, forse oggi in Palestina e in tanti parti del mondo c’è bisognoso di un risanamento dall’odio, un male peggiore della radioattività.
Questa proposta la si può ribattezzare RISANAMENTO DELL’AMICIZIA, la possiamo lanciare qui a Medolla al termine della nostra assemblea nazionale dei comitati dei bambini di Cernobyl, riportarla nelle nostre parrocchie nella speranza che questo seme della solidarietà non cada nella nuda roccia, ma trovi un terreno fertile per farla crescere.

Emilio Vanoni - Comitato Cernobyl di Induno Olona

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