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Pacificazione come cavallo di Troia

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30 aprile 2009

 Egr. Direttore,
La parola "pacificazione" incanta e inebria, a destra e a manca. Quella di Berlusconi finirà certamente
in musica. Di Apicella.
Pacificazione. Ma su che cosa? Non sui caduti, per i quali, accomunati dal sacrificio della vita, non puo’ mancare un gesto di pietà. Non è dunque su questa ovvietà , riferita a sentimenti di comprensione umana, che si regge l’operazione complessa condotta all’insegna della pacificazione. Il conflitto di cui si auspica e si prospetta il superamento per, si dice, andare oltre a divisioni antiche, e impedire l’uso politico della storia, è un’altra. Ed è la natura antifascista della Costituzione.
Antifascista; i padri costituzionali la vollero cosi’, riconoscendo il ruolo che l’antifascismo aveva avuto nel dare intelligenza politica alla Resistenza e per aver rappresentato, nella sua articolazione in partiti diversi che
combatterono il fascismo sulla base di diverse culture e diverse ideologie, un preannuncio di vita democratica.Antifascita; cosi’ è stata voluta la Costituzione a garanzia che quanto accaduto una volta non potesse piu’ accadere,, che la vita politica non potesse essere piu’ manovrata a piacimento da gruppi nelle cui mani si concentrasse la ricchezza del Paese, che la libertà non potesse essere piu’ calpestata, che l’ordinamento democratico non potesse piu’ essere distrutto.
Dopo gli orrori della guerra e l’offesa della dittatura fascista, il nuovo patto di cittadinanza assegnava questi valori, pace, democrazia, libertà,giustizia, al vincolo dell’unità e identità nazionale.
Un disegno preciso si cela dunque sotto la tanto invocata pacificazione. Come nel cavallo di Troia, le intenzioni vere sono altre, quelle di fissare nell’ordinamento costituzionale i processi in senso autoritario cui spinge la
maggioranza di Destra uscita dalle elezioni dell’anno scorso, nei confronti della rappresentatività del Parlamento, dell’indipendenza della Magistratura, della divisione dei poteri, del potere "neutro" del Presidente della
Repubblica, del principio di legalità, della pienezza dei diritti, del valore del lavoro.

Cordiali saluti

Maria Pellegatta - Federazione varesina del P.d.C.

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