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Pacifisti o tifosi?

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12 gennaio 2009

Egr. direttore,
seguendo le cronache delle manifestazioni per la pace mi è venuto il dubbio che la pace sia solo la scusa per alzare un po’ il numero dei partecipanti.
Anche le ultime manifestazioni sono state non in favore di una pace incondizionata, ma in favore di Hamas e contro Israele.
Quando i carri armati di Mosca sono entrati in Georgia, nessuno si è sognato di andare in piazza a manifestare contro gli invasori. Non solo, ma neppure ci si è sognati di portare in piazza le bandiere arcobaleno solo contro la guerra e senza commenti partigiani.
In mezzo mondo c’è gente che combatte e che massacra, o è massacrata, e se ne parla quasi solo in occasione delle raccolte di fondi. Quelle dieci o venti guerricciole attualmente in corso non ricevono molta attenzione. Interessano forse popoli di seconda scelta?
Riguardando le cronache, vedo che tutte le volte, e solo in quelle, in cui l’occidente, a torto o regione, prende le armi, c’è chi cerca di mobilitare la piazza con la scusa della pace, ma fondamentalmente in funzione di una vecchia e superata politica antioccidentale.
Mi piacerebbe ora sapere se i pacifisti veri, quelli che odiano la guerra in sé, non si sentano un po’ messi al guinzaglio ed esibiti quando serve.

Con i miei migliori saluti

Alberto Gelosia

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