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Partito Democratico: il primo progetto di grande respiro

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3 aprile 2007

Egregio Direttore

tra venerdì e sabato si è svolto a Varese il 4° Congresso Provinciale dei Democratici di sinistra, che ha rappresentato un ulteriore passo avanti verso la nascita del Partito Democratico.

Non mancano, ovviamente, come ogni qualvolta si è di fronte ad una svolta importante, i timori e le preoccupazioni più o meno giustificate.
Queste, a mio parere, non devono però compromettere un cammino che rappresenta un investimento decisivo, non solo per il futuro del centro-sinistra italiano, ma per l’intero sistema partitico del nostro Paese.

L’Italia, ormai da diversi anni, si trova a vivere un bipolarismo anomalo, che non è ancora stato in grado di trasformarsi in un bipolarismo maturo. I piccoli partiti proliferano creando confusione tra gli elettori e, cosa ancor più grave, una crescente disaffezione per la politica, i governi sono perennemente ostaggio di posizioni marginali e il consenso viene sempre più spesso cercato allargando le coalizioni alle rispettive estremità creando, inevitabilmente, all’indomani delle elezioni, insanabili contrasti con le posizioni moderate.
Tutto questo può essere superato dalla nascita di partiti più grandi, più omogenei di quanto nessuna coalizione possa attualmente essere, realmente presenti sul territorio, capaci di elaborare una politica seria e innovativa e di perseguirla con determinazione e coerenza.

Il primo progetto di grande respiro in questo senso è proprio il futuro Partito Democratico. Esso, ne sono certo, saprà essere un nuovo soggetto realmente riformista dove, pur nelle diversità (inevitabili, perché ogni qualvolta due o più persone si incontrano troveranno sempre almeno un punto di disaccordo e comunque facilmente superabili col dibattito e le basilari regole della democrazia), continueranno ad essere perseguiti valori e principi comuni.
Il primo benefico effetto di tale svolta è sotto gli occhi di tutti. Quando il Partito Democratico ha cominciato a stagliarsi all’orizzonte come una possibile realtà e non più solo come un vago progetto, si sono sviluppati, a destra come a sinistra, idee e ipotesi di fusioni, più o meno originali, che semplifichino e rendano più coerente il panorama partitico italiano. Se tutto ciò avverrà sarà già un importante passo, che ridarà ai cittadini, la fiducia nella politica ormai in parte perduta e darà ottimi frutti sul piano di una governabilità che da troppi anni manca al nostro Paese.

Luca Conte, cons. Ds - Circoscrizione 5

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