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Partito democratico, non diamo retta ai sondaggi

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12 aprile 2007

Caro Direttore,
in Italia quasi tutti i sondaggisti politici danno, elettoralmente parlando, ormai “defunto” il Partito Democratico. L’ultimo sondaggio lo attesta intorno al 23%.
Non sono certo io il primo a sottolineare che questi professionisti sono gli stessi che alla vigilia delle passate elezioni politiche indicavano come stravincente il centrosinistra sul centrodestra.
Che cantonata hanno preso!
Il Partito Democratico è, così come ha recentemente affermato Romani Prodi, nient’altro che l’Ulivo. Lo stesso Ulivo che ha saputo già raccogliere oltre il 31% dei consensi a livello nazionale e che, nella nostra provincia, è riuscito a rappresentare 100604 voti, pari al 24,84% (risultato elezioni regionali 2005).
Questi dati non li scrivo per tediare i lettori, ma perché voglio dare rilievo al fatto che i numeri, in politica, valgono solo se giungono dopo e non prima il giorno delle elezioni. E questi numeri, cioè il consenso elettorale, rappresentano il quantum di idealità, progetti e proposte i partiti sanno offrire agli elettori.
Ebbene, l’Ulivo ha già dimostrato di avere gli attributi. Il PD, ancora embrione politico, lo dimostrerà.
I commenti pessimisti di questi giorni altro non sono, secondo il mio modesto punto di vista, che il frutto di chi parla solo per giudicare e non per migliorare.
Sia chiaro che non voglio nascondere il fatto che l’attuale situazione politica incide negativamente anche sulla percezione che i cittadini hanno del PD.
E’ vero, non perché lo dicono i numeri, ma perché lo dice la gente per la strada, al mercato e nei bar, che questo Governo non sta facendo abbastanza per i lavoratori subordinati, per i precari, per i pensionati al minimo e che è incomprensibile come Prodi, pur essendo al potere, non riesce a mettere d’accordo i suoi ministri su come e dove spartirselo tale potere. Questi elettori se si votasse domani non esprimerebbero il loro consenso al centrosinistra e, quindi, al PD. E’ una crisi di fiducia generale nell’Unione, non nel PD.
Certo, molto di buono è stato fatto: dal risanamento dei conti pubblici alle liberalizzazioni di Bersani fino alla crescita economica che, finalmente, va!. Sicuramente è molto di più di quello che gli italiani hanno ottenuto in 5 anni di governo di centrodestra.
Qual è la radice dei nostri guai?
Nella politica italiana ancora tanti sono i politici che vivono con lo sguardo rivolto al passato. Molti, per sopravvivere, si affidano al particolarismo e al campanilismo. Non che sbaglino, per carità, siamo in democrazia, ma certo non sono al passo con una lettura moderna della società. Ed è giusto, a mio avviso, che chi non studia o non voglia studiare e voglia solo conservare per interessi di bottega venga bocciato.
Il PD è lo strumento che una fetta consistente dei militanti e della classe dirigente di DS e della Margherita stanno scegliendo per ovviare a questo deficit di cultura politica e di rappresentanza.
L’introduzione del metodo delle primarie, con la conseguente operatività del principio di “una testa, un voto”, altro non potrà fare che selezionare una nuova classe dirigente capace di parlare al cuore ed al cervello dei cittadini.
Non più rendite di posizione politica, ma rappresentatività. Non più autoreferenzialità degli organismi dirigenti, ma legame con il territorio e con gli elettori.
Ecco perché la necessità di un soggetto riformatore quale il PD, un partito che sta emergendo con un processo costitutivo dal basso e che al suo interno raccoglierà il meglio delle idee e della cultura di tutti coloro ne vorranno fare parte.
Il PD rappresenterà un’organizzazione politica aperta, plurale, popolare e federale avente tutti gli strumenti democratici atti a produrre un effetto domino positivo su tutto il sistema politico italiano.
Non ubriachiamoci di sondaggi. In questa avventura di modernizzazione dell’Italia io ci voglio essere e invito tutti quei cittadini che pensano che sia giunto il momento di cambiare le cose a partecipare. Il Partito Democratico siamo noi.

Grazie per l’attenzione

Marco Tuozzo - Segretario DS Gavirate

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