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Partito Democratico o “partito di Romilia”?

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18 aprile 2007

Egregio Direttore
Ho visto che tra i lettori di varesenews fiorisce il dibattito sulla nascita del Partito Democratico, per il cui profilo qualche settimana fa l’on. Daniele Marantelli, ha usato la definizione di liberismo democratico e sociale, ed ho pensato che potesse essere di qualche interesse la notizia che segue. Recentemente l’urbanista Giuseppe Campos Venuti è stato intervistato da L’Unità in merito al mirabolante progetto – denominato Romilia – di nuovo stadio ed annessi promosso dal “patron” del Bologna calcio e che dovrebbe sorgere a circa 30 km dalla città su 300 ettari di suolo agricolo, in contrasto con quanto previsto dagli strumenti di pianificazione di area vasta definiti dalla legislazione urbanistica dell’Emilia Romagna. L’intervista si chiudeva con questa domanda: Lei, parlando di Romilia, chiama in causa il nuovo Pd. Risposta: A Rimini c’è un’operazione identica a quella di Romilia, tutta finanziato dalla rendita. Noi stiamo presentando la nuova legge nazionale di governo del territorio, ispirata alla nostra legge regionale. Se passano queste operazioni, diranno: “Si voi fate leggi, ma poi non le seguite”. Il Partito democratico per cui ho votato non sarà mica il partito di Romilia? Se così fosse, mi ritirerei in buon ordine.
Leggendo delle vicende di Romilia non ho potuto fare a meno di ricordare l’immagine dell’on. Marantelli che reggeva un lembo del progetto per il nuovo stadio ed annessi promosso al “patron” del Varese calcio, l’altro lembo essendo retto dall’on. Maroni. Perché propongo questi accostamenti? Perché ritengo che nel gesto dell’on. Marantelli sia possibile scorgere una premessa alle sue successive dichiarazioni a favore della nascita del PD, la nuova formazione politica dalla quale è pronto a ritirarsi Campos Venuti se vincesse la “deregulation” che è la premessa dell’operazione Romilia e – si parva licet – dell’operazione nuovo stadio di Varese. Cosa stava proponendo l’esponente varesino dei DS in parlamento insieme all’ex ministro della Lega, formazione che come è noto l’on. Marantelli preferisce anticipare piuttosto che seguire almeno per quanto riguarda l’impostazione di un’Italia federalista, se non la “liberalizzazione” dello stadio di calcio, da mera attrezzatura collettiva ad insieme di attività commerciali e di servizio? Gli stadi di calcio sono tra i luoghi più simbolici della società del consumo, alla quale il liberismo non si propone di dare alcun freno – malgrado tutti i camuffamenti “sostenibili” – anche quando ad essere consumate sono risorse scarse come i 300 ettari di campagna sui quali vorrebbe sorgere Romilia o gli spazi pubblici (democraticamente conquistati a fini sociali) dei quali intendeva appropriarsi il progetto di nuovo stadio di Varese. Se per liberismo democratico e sociale l’on. Marantelli intende qualcos’altro lo prego di farcelo sapere. Grazie.

Michela Barzi

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