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Partito democratico, oltre il sogno

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12 aprile 2007

Gentile Direttore,
ringrazio ancora della ospitalità e ,credo, non
mancheranno altre occasioni di gratitudine nel prossimo futuro.
Infatti ritengo la discussione sul Partito Democratico importante da molti punti di vista sia per gli aspetti politico culturali, sia per le conseguenze sull’intero sistema politico italiano che per le questioni più
concretamente organizzative ed operative.
Ora sul lato politico culturale ben capisco le ragioni della opposizione al Partito Democratico e, pur giudicandole di corto respiro, non posso dimenticare la grande lezione di Max Weber che nel “Lavoro intellettuale
come professione” discute – nelle ultime pagine del suo libretto – dell’eterno dissidio tra etica della convinzione ed etica della responsabilità e come sia ben difficile dire se”.. si debba seguire l’etica della convinzione o quella della responsabilità e quando l’una o quando l’altra, nessuno è in grado di determinarlo..”.
Ognuno deve rivolgersi alla propria coscienza e fare una scelta.
Io ho già scelto come tanti altri una strada e spero che altrettanti si aggiungano. Resto tuttavia perplesso quando il dibattito e la critica scendono su aspetti più direttamente operativi. Leggendo l’ipotesi di Fassino ( e la risposta di Prodi) mi pare che si stia elaborando un programma che, semplificando, è caratterizzato dai congressi nazionali prima, dal comitato nazionale e sue emanazioni locali (per discutere , approfondire e ,perchè no?, emendare il Manifesto del Partito Democratico) per finire con l’ Assemblea Costituente del nuovo Partito
Questo sotto gli occhi della opinione pubblica, secondo quanto la nostra cultura democratica indica.
Ecco certe critiche mi sembrano piu dettate dal pregiudizio che altro. Non vorrei essere noioso ma mi pare utile citare un passo di un documento della Associazione per il Partito Democratico della Lombardia dove si
sottolinea che “..nuovi livelli di democrazia dovranno caratterizzare la stessa vita interna del partito nuovo per eliminare rischi oligarchici.
Il PD, di per sè stesso dovrà essere esemplare nel caratterizzarsi come ambito di democrazia rinnovata. Un nuovo rapporto tra iscritti e dirigenze;
limiti temporali per l’assunzione di cariche; referendum interni sui temi di grande rilevanza; uso ampio delle primarie per l’individuazione delle cariche o delle candidature nelle istituzioni politiche e
amministrative;equilibrio tra uomini e donne;meccanismi certi per il rinnovo delle cariche e per il coinvolgimento e l’inserimento dei giovani;..”. Questo è quello si spera di poter realizzare.
Nuovamente sogni? Anche qui io ci provo e vedremo i fatti cosa diranno.

Cordiali Saluti a tutti i lettori (e naturalmente al Direttore)

Mario Vergano - segretario della Associazione per il Partito Democratico della Provincia di Varese

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