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Passerella sul lago? Esperienza unica ma i turisti siano più educati

La passerella sul lago d'Iseo
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19 giugno 2016

Buongiorno VareseNews!

Ieri ero in vacanza vicino a Lago di Garda e ho saputo dell’evento The Floating Piers grazie a voi. Eravamo per strada per rientrare a casa, a Gallarate, e abbiamo deciso di fermarci.
A questo punto vorrei soltanto condividere con voi la nostra esperienza.

Siamo arrivati, abbiamo parcheggiato in cima alla collina a ridosso dell’autostrada (15 euro) e risalendo un po’ la collina e poi riscendendo abbiamo trovato il bus navetta che portava giù e su i turisti, un servizio gratuito.

Io sono incita di 8 mesi.

Il primo pullman era pieno e l’autista ha offerto a me e a mio marito i posti in piedi.
A parte l’educazione e la formazione, e a parte il nostro lavoro dove la sicurezza è la priorità, abbiamo gentilmente rifiutato e abbiamo detto che aspettavamo il prossimo (una decina di minuti di attesa, non è mica un problema). Eravamo i primi per il prossimo pullman. Arrivano altri turisti, italiani e non solo. Nessuno guarda intorno, nessuno a chiedersi se vi fosse qualcuno prima o se una fila. Lo stesso pullman arriva carico di turisti che rientrano e inizia la caccia al tesoro: Tutti quanti bloccano e affollano lo sportello del pullman, creando difficoltà per gli altri turisti che volessero soltanto scendere. Non ci volevamo credere.

Vediamo spesso scene simili ma non riusciamo mai a comprendere e ci chiediamo: perché? Che cosa cambia passare davanti gli altri, a donne incinte o a famiglie con bambini piccoli? Che società abbiamo? Come educherò mio figlio a rispettare gli altri e a se stesso se in società non si sentirà rispettato? Che rispetto può avere un autista che non riesce a gestire il suo lavoro e la sicurezza del bus che sta guidando attraverso vicoli e curve strettissimi?

Morale della storia: ci son passato tutti avanti, senza ritegno; L’autista che ci guardava alla fine e ci dice: ‘Ma dovevate mettervi davanti!’. Siamo rimasti due secondi senza parole e abbiamo risposto che non possiamo calpestare la gente, soprattutto quando quella gente prende a gomitate e spintoni il bimbo che porti in grembo. Ma in realtà non abbiamo detto quello che era opportuno dire perché non riusciamo a comunicare con la gente sfortunatamente colma d’ignoranza e sprovvista d’educazione.
Nessuno (al secondo turno di attesa, dove saremmo stati i primi in fila) si è alzato per cedermi il posto.
L’autista, avendo l’autorità’ per farlo, non ha fiatato, non ha detto “Mi dispiace, questi signori stavano prima!” oppure “donne incinte e mamme con bambini hanno la precedenza” (non perché ce lo hanno indicato all’info point ma solo perché così si fa tra persone civili ed educate). Non vorrei nemmeno approfittare di “privilegi” per il solo gusto di farlo, ma solo per il fatto di essere in dolce attesa con un pancione all’8 mese con 30 gradi fuori.
Abbiamo deciso di scendere a piedi, non coscienti di quanto fosse scoscesa.
La stessa cosa si è ripetuta all’attesa del bus per la risalita, ma questa volta ho deciso di parlare direttamente alla gente, così io sono andata col primo bus e mio marito ha aspettato il secondo turno (ovviamente poi io ho aspettato mio marito ancora una volta sotto il sole).

Sappiamo che non è facile gestire la gente e non incolpiamo nessuno in particolare per quello che è successo.
Vorrei solo chiedervi: fatevi un esame di coscienza e fate in modo che le persone possano appellarsi alla vostra educazione civica: una opera d’arte è figlia di ingegno, visione e disciplina… quando andate a vederla dovreste essere rispettosi di tale esempi e modi di vivere le opere, altrimenti siete solo dei pecoroni che fanno la fila per camminare su della plastica galleggiante.

Floating Piers: Una esperienza unica senza dubbio.

Vi ringrazio per la continua informazione su quello che succede nella provincia di Varese e intorni.

Marta Gameiro

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