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“Passivizzazione sociale”, rispondere si può!

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11 dicembre 2009

Caro Direttore,
nonostante il fascismo mediatico che contraddistingue il nostro paese nel contesto europeo, riprendo in questo senso le magistrali riflessioni di Luciano Canfora contenute nel recente pamphlet “La natura del potere”, si susseguono, pur nell’oscuramento da parte dei media, le manifestazioni contro le inique politiche economiche, sociali, e culturali promosse dal governo Berlusconi, con vari soggetti sociali che si mobilitano oltre alla Cgil, a partire prima dal corpo della polizia ed ora anche con gli agricoltori che portano in piazza le loro sacrosante rivendicazioni.
Il 3 di ottobre si è svolta una importante manifestazione per la libertà d’informazione, mentre il No – Berlusconi Day del 5 dicembre si è rivelato un successo oltre le previsioni, segnalando come pur in presenza di una opposizione apparente come quella del Pd, il disegno di passivizzazione sociale orchestrato dalla destra può essere contrastato dall’entrata in campo di centinaia di migliaia di giovani, per nulla rassegnati ad “obbedire tacendo”.
Si tratta, come ha ben evidenziato lo storico inglese Paul Ginsborg su “Il Manifesto”del 5 c.m., di “cittadini critici e attivi, che fanno parte della prima generazione, nella storia della repubblica, a subire in modo massiccio la mobilità sociale discendente”, al di là degli ottimismi di maniera e dell’ideologia del successo individuale veicolata del neo-liberismo.
Se la richiesta di dimissioni del Presidente del Consiglio può sembrare un’innocua provocazione per l’opinione pubblica del nostro paese, non così paradossale appare nelle capitali europee, dove il fascino di Berlusconi è tutt’altro che irresistibile, al punto che i suoi ultimi viaggi internazionali hanno avuto come meta regimi autoritari e dittatoriali, giacchè a Parigi e Berlino le rispettive cancellerie si guardano bene dall’invitarlo regalmente.
Dare un segnale di cesura con la pseudo-cultura berlusconiana e leghista, che sta devastando la democrazia nel nostro paese, è essenziale, poiché se è vero che le destre nel 2008 hanno vinto con largo margine le elezioni, bisogna assolutamente impedire che attraverso i meccanismi autoritari insiti nel sistema elettorale maggioritario la coalizione di governo proceda sulla strada di quella “dittatura della maggioranza” che cancella la dialettica parlamentare, permettendo al presidente del consiglio di attaccare ripetutamente e volgarmente la magistratura, la corte costituzionale e il presidente della Repubblica.
Cioè quegli organismi di garanzia costituzionale preposti a vigilare e custodire la nostra democrazia, oggi più che mai palesemente incalzata dal disegno piduista ed autoritario del Presidente del Consiglio e dei suoi sodali.
Gli sconnessi attacchi mossi dalla Lega al Cardinal Tettamanzi e il reiterato razzismo istituzionale e popolare di cui si fa promotrice, incitando all’odio contro gli stranieri e all’avversione in generale contro i soggetti deboli (senza fissa dimora, ecc.), sono il prodotto di questo fosco scenario, in quanto mostrano la natura fascistoide ed anti-solidale di questa formazione, che nel Parlamento  europeo siede nei banchi dell’estrema destra.
D’altronde, la difesa strumentale del crocifisso, mentre si crocifiggono nel Mediterraneo i migranti attraverso la criminale politica dei respingimenti, è il massimo dell’ipocrisia e della vergogna.
Infine, poichè l’acuirsi della crisi, con l’aumento della disoccupazione, della cassa integrazione e il rischio di chiusura di molte imprese e micro-imprese, ha dimostrato l’incapacità delle destre nel contrastare l’insicurezza sociale crescente e il disorientamento esistenziale che ne consegue,  è necessario che il vigoroso appello lanciato sabato scorso nel No – B Day trovi il necessario ascolto nelle forze sociali, politiche e culturali che non intendono arrendersi allo strapotere del “monarca” Silvio Berlusconi.
Cordiali saluti                                                                                                       
Gian Marco Martignoni della Segreteria Provinciale CGIL

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