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PD: qualcuno ha letto i programmi dei candidati?

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16 ottobre 2007

Egregio Direttore,

senza entrare nel merito (per il momento) dei risultati
delle primarie del PD, vorrei soffermare la sua attenzione su una questione che, a mio modesto parere, dovrebbe farci riflettere tutti. Seguo quotidianamente questa rubrica e, molto raramente, da che si parla di PD, ho letto post di lettori interessati alla discussione dei programmi di questo o quel candidato. L’attenzione si è sempre focalizzata su auspicati rinnovamenti e nuovi spiriti di partecipazione ma, ripeto, mai o quasi sui contenuti. Cosa avrà spinto, in sostanza, gli elettori alla scelta di
Veltroni? Perché i due candidati pseudo-sconosciuti, nonostante vantassero un programma indiscutibilmente molto più orientato al rinnovamento, hanno praticamente fatto cappotto? Forse la gente li ha considerati inaffidabili o
inesperti? O forse non si è neppure posta il problema? Oppure il programma di Veltroni è veramente il migliore secondo gli elettori?

La cosa preoccupante, me lo consenta, è che la stessa Rosy Bindi abbia “denunciato” in un’intervista rilasciata a Repubblica qualche giorno fa, il fatto che Veltroni si sia sottratto alle richieste di dibattito sostenendo, di fatto, l’impossibilità di confrontarsi su certi temi che, lo dico io per chi non ha letto i programmi, venivano affrontati in modo molto diverso dai vari candidati. Anche i media hanno trascurato quasi del tutto, mi dica lei se sbaglio, questi aspetti contribuendo a mandare al massacro, come volevano
le segreterie, i vari “candidati comparsa” per spianare la strada a Veltroni e garantirgli un suffragio e di conseguenza una leadership importante che probabilmente sarebbe venuta meno se ci fosse stato qualche candidato più di rango. Partire con 3 candidati al 30% sarebbe stato controproducente, meglio far sembrare che Veltroni sia l’uomo giusto per tutti.

Ringraziandola per la consueta ospitalità ne approfitto per quotare in toto l’intervento del mio amico/avversario Di Biase sulla questione “quote rosa”. La partecipazione femminile alla vita politica va sicuramente incentivata e,
soprattutto, tutelata (può esserci discriminazione anche nei piccoli circoli), ma sicuramente un voto è sempre un voto.

Cordialmente

Claudio Ciceri - Movimento Libero

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