Ricerca

» Invia una lettera

Peppino Impastato vive, anche a Casorate

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

18 dicembre 2009

“Peppino non è morto, ma è vivo in mezzo a noi!”

Nel Consiglio Comunale del 18 dicembre, a Casorate Sempione, è stata avanzata la proposta di intitolazione della Sala Civica di Via Verbano 19 a Giuseppe Impastato, detto Peppino, per tutte le nobili ragioni esposte nel testo della mozione letta dal capogruppo consiliare del “CentroSinistra unito per Casorate” Antonio Sparacino, che fornisce l’occasione per alcune osservazioni.

Intanto, chi scrive esterna al capogruppo la sua stima personale e politica, per aver posto all’attenzione dell’assemblea consiliare l’iniziativa, che è stata sostenuta con entusiasmo, per la sua sostanza innanzitutto, ma non meno per la modalità con cui è stata presentata.

Si vuole sottolineare infatti la democraticità dell’iniziativa, dal momento che la proposta di intitolazione è stata avanzata in una sede naturale di dibattito politico, affinché tutti la si potesse votare liberamente. In una serata come quella del 18 dicembre, in cui a Casorate si è insediato il Consiglio Comunale dei Ragazzi, la mozione costituisce uno spunto per una riflessione di educazione civica dal vivo, perché gli studenti imparino quante e quali possibilità di iniziativa il Consigliere Comunale ha.
Decidere nell’assemblea consiliare significa partecipare attivamente alle dinamiche politiche e sociali, diversamente da quanto avviene quando si deve accettare qualcosa che viene imposto.

Si plaude poi all’iniziativa che coinvolgerà, in occasione dell’intitolazione della sala, le scuole locali per la proiezione e la discussione del film “I cento passi”.

Si approva inoltre il “respiro” della proposta, cioè il fatto che l’intitolazione riguardi un personaggio noto a tutti, non solo rappresentativo della realtà locale: sono gesti come questo che consentono ai piccoli Comuni di uscire dagli angusti orizzonti che spesso li confinano e di porsi su un piano di vera parità e integrazione con gli altri. E sono gesti come questo che intendiamo contrapporre a chi, per difendere la propria identità, restringe visuali ed orizzonti, come se non ci fosse altro che la realtà locale.

Si approva infine la laicità della proposta, che non urta la sensibilità di nessuno e che da tutti può facilmente essere condivisa, andando a sottolineare valori nodali della nostra storia e della nostra cultura.
Una istanza del genere mostra come è possibile, nei luoghi pubblici ed istituzionali, aperti al pubblico e volti all’integrazione e al pluralismo (una sala civica, una biblioteca o altro) scoraggiare intitolazioni ed ostensioni di simboli inadatte, di parte o strumentali, pur non rinunciando alla possibilità di fornire un fulgido esempio di valor civile.
Per tali ragioni, è intenzione di chi scrive segnalare anche alla Consulta Laica Provinciale l’iniziativa: si tratta di una buona notizia, che fa da contrappeso a tante segnalazioni di avvenuta violazione del principio di laicità da parte delle istituzioni.

Consigliere Rita Gaviraghi, Casorate Sempione

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.