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Per aiutare davvero Brunetta

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21 novembre 2008

Caro direttore,
provo a rispondere alla domanda di Gelosia, se non è uno scherzo e se la mia risposta non è presa per quella del ‘politico’ che legge, magari distrattamente, questa rubrica, ma per quella di un compaesano nel ‘paese degli scrittori’.
Vedo che la sua proposta assomiglia a quella di cui si parlò molto circa 10 mesi fa, quando vi fu chi propose un patto di fine legislatura per varare alcune riforme condivise, tra le quali appunto la riduzione dei parlamentari, il senato federale (perchè anche ridotto della metà un Senato che fa le stesse identiche cose della Camera resta sempre uno spreco) e una legge elettorale un po’ meno indecente dell’attuale.
Gelosia sa come andarono le cose, e anche noi. Quello che non sappiamo è quanto questi temi siano veramente sentiti dagli elettori, visto che i messaggi premiati dal voto furono altri: l’italianità di Alitalia, l’emergenza sicurezza e le solite tasse. Il capitolo Riforma dello Stato non ebbe, nè ha, gran seguito e anche la critica alla ‘casta’ che andava di gran moda un anno fa, oggi pare già un ricordo del passato.
Sarebbe interessante studiare il come e il perchè di questi ‘cambi di stagione’ nella comunicazione politica, per vedere se per caso non ci sia una relazione tra chi comanda e chi controlla gran parte dei mezzi più influenti (la televisiun). Non mi aspetto molte risposte ovviamente, perchè la mia è, con tutta evidenza, una domanda… pessimista e di sinistra (parafrasando Lucio Dalla).
Detto questo, per la vicenda Brunetta direi che chi vuole difenderlo dalle critiche, dovrebbe difenderlo dai suoi stessi errori.
In realtà, se non vogliamo credere solo al suo studiato vittimismo, dobbiamo ascoltare quel che si dice in giro del ministro. Si vedrà che non è criticato (NON almeno dalle tante persone serie che ci sono nel lavoro pubblico) per quello che di buono fa, ma per quello di esagerato e non vero che va dicendo, oltretutto con ingiustificata arroganza e compiacimento.
Un buon riformista, quale Brunetta vorrebbe essere, deve evitare due errori: il pregiudizio ideologico che fa vedere quello che non c’è (i lazzaroni tutti a sinistra) e la superficialità, che fa trattare come uguali situazioni che sono diverse (p. es. i finti malati e gli ammalati veri). Ecco una buona difesa di Brunetta sarebbe fargli evitare questi due errori, non assecondare le sue tendenze qualunquiste.
saluti cordiali

Roberto Caielli

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