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Per Gallina: Parliamo da architetti e cittadini, ci preme la città nel suo complesso

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29 aprile 2011

Gentile Candidato
non si stupisca, non è una novità che il nostro Ordine intervenga laddove il dibattito si accentra sui temi che ci sono cari: urbanistica, architettura, paesaggio – risponde così il presidente dell’Ordine Architetti di Varese, Laura Gianetti, alla replica di Adriano Gallina (VareseNews 28 aprile 2010) – ed il criterio selettivo è limpido, non discriminiamo tra le fonti, ci interessano gli argomenti!
A proposito di argomenti, che si parli di teatro per noi è incidentale… il soggetto del nostro contributo era e resta l’organismo città nel suo complesso (di cui il teatro è certamente tra le parti più “nobili”) e anche noi da molti anni ci occupiamo di questi temi, magari, nel nostro insieme, con risultati alterni e non sempre lusinghieri (chi è senza peccato…) ma certamente con la stessa serietà e impegno con cui Lei, di cui ben conosciamo l’autorevolezza, si occupa di teatro! Cogliamo un che di sibillino in alcuni suoi passaggi poco espliciti che ci fanno sorgere un dubbio: occuparsi di “mattoni”, unitamente ai costruttori, ci attribuisce forse un qualche vizio capitale? Quanto a tutto il resto, con cordialità e per concludere i ragionamenti aperti, ci limitiamo a poche e brevi considerazioni senza entrare nel merito di opzioni politiche che, ripeto, come Ordine professionale non ci competono. Desideriamo parlare da architetti e cittadini per affermare alcuni principi per noi inalienabili a qualunque opzione politica. La città deve trasmettere qualità, i cittadini tutti e i committenti pubblici e privati devono esigere il massimo impegno dal lavoro degli architetti. Qualità e quantità sono variabili indipendenti, l’una non pregiudica l’altra, anche con poco si può distruggere (vedi Apollonio). Con le norme di oggi sarebbe impossibile costruire l’Hotel Campo dei Fiori, la Rocca di Angera e Santa Caterina del Sasso ma tutti siamo grati a chi, prima che altri legiferassero, li costruì (certo, erano altri tempi!). In conclusione, dobbiamo imparare a valutare nel merito e non in modo pregiudiziale; le procedure che in Italia incutono frustrazioni, in tanti Paesi della Comunità europea producono da decenni risultati invidiabili senza distinzione di risorse pubbliche e private e di colore politico… perché loro hanno un atteggiamento diverso? Perché noi sbagliamo?

Laura Gianetti, Presidente Ordine Architetti di Varese

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