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Perchè questa guerra?

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16 aprile 2011

Egr. direttore, Noi europei siamo proprio ingenui e sprovveduti: prima fomentiamo le rivolte in Nord Africa e poi ci meravigliamo delle prevedibili conseguenze, facendoci cogliere impreparati dall’ondata di sbarchi e dai rincari petroliferi.

Ed ora che la situazione è totalmente fuori controllo e la crisi rischia di scoppiare – non in Africa, ma in Europa – è tutto uno scarica barile tra stati europei terrorizzati dalla massa di disperati che preme alle frontiere. Non solo, per abbattere i regimi, fino a ieri osannati, ci siamo rivolti – ancora una volta – al grande fratello americano il quale ha prontamente risposto al nostro appello nell’unico modo che conosce: quello della violenza e delle armi….e giù bombe che uccidono più civili che sostenitori del rais. Un copione già visto.

Dai bombardamenti terroristici sulle città italiane e tedesche durante il secondo conflitto mondiale, alle bombe al napalm in Wietnam, dai proiettili all’uranio impoverito dei Balcani, alle bombe al fosforo bianco in Iraq la storia si ripete. Passano i tempi, mutano gli scenari, ma lo schema è sempre lo stesso: distruggere per poi gestire il business della ricostruzione, creare nuovi mercati e ottenere il pieno controllo delle fonti energetiche attraverso governi compiacenti e devoti. L’America ha dunque validi motivi, soprattutto economici e geopolitici, per partecipare ai conflitti che insanguinano il pianeta, ma l’Italia e l’Europa che ruolo hanno in queste vicende? Dal 1945 in poi il nostro ruolo si è ridotto a quello di fedele e scodinzolante alleato dell’America, tuttavia controllato a vista come dimostrano le 131 basi Nato e americane presenti sul nostro suolo.

Anche quest’ultimo intervento, come i precedenti nei Balcani, in Iraq e Afganistan, è stato sostenuto da tutti i partiti presenti in Parlamento e pienamente condiviso dal nostro Presidente della Repubblica Napolitano che, in questa circostanza, ci ricorda il Re con l’elmetto che sottoscrive le entusiastiche campagne militari in Africa durante gli anni trenta. Solo che allora si facevano per gli interessi italiani, mentre ora si fanno per gli interessi americani, pardon ….per la democrazia!

Gianfredo Ruggiero, Presidente del Circolo culturale Excalibur

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