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Le ragioni dell’Anpi per il No al referendum costituzionale

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9 giugno 2016

Egr. Direttore,
si è aperto sulla stampa un dibattito sulla decisione dell’Anpi per votare NO al prossimo referendum Costituzionale di ottobre. Non sempre è un dibattito sereno, anzi alcune volte si tenta di strumentalizzare questo dibattito, cercando di confondere il nostro NO, con quei partiti, soprattutto di destra, che vogliono utilizzare questo referendum per far cadere il Governo Renzi.

Prendersela poi con i comunisti perché la maggioranza dei partigiani, caduti nella guerra di liberazione, erano comunisti, mi sembra assurdo: se è vero che la Resistenza è stato un movimento unitario dove c’erano tutti – cattolici, socialisti, comunisti, liberali, repubblicani, monarchici, – è altrettanto vero che in questo movimento i comunisti erano in maggioranza.

La stessa cosa vale per la Seconda guerra mondiale: a pagare il prezzo maggiore dei caduti per liberarci dal nazifascismo sono stati i soldati della Armata Rossa con oltre 22milioni di morti. Di fronte a questa verità storica, si abbia almeno riconoscenza nei confronti di coloro che sono caduti e che hanno regalato a tutta l’Europa, settant’anni di pace e di prosperità.

Paragonare poi il Pci alla Unione Sovietica è semplicemente un’idiozia, perche questa Costituzione e questa democrazia sono state costruite anche dai comunisti italiani. Ci si dimentica poi, che il KGB tentò in Bulgaria di uccidere Enrico Berlinguer negli anni 70’ in un attentato in cui morirono il suo autista e l’interprete. Anche i comunisti italiani sono stati oggetto di persecuzione da parte della dittatura sovietica, un sistema dittatoriale caduto per i loro errori e per l’incapacità di sapersi rinnovare.

Qui sono costretto ad aprire una parentesi: chi scrive è da vent’anni presidente del comitato che qui a Induno Olona ospita i Bambini di Cernobyl; non posso fare altro che constatare che ora quelle popolazioni, stanno molto peggio di prima. I regimi che si sono instaurati dopo (i vari Boris Yeltsin, Putin, Lukashenko, ecc.) sono peggiori di quelli precedenti. Questi pseudo liberal-democratici hanno depredato le ricchezze del loro paese, portando i loro capitali nelle banche svizzere, inglesi e americane, che con la complicità dei governi occidentali hanno esportato la guerra civile in Ucraina.

Oggi gli iscritti all’Anpi provengono da diversi movimenti politici, non tutti sono comunisti, anzi: Chi scrive è solo un iscritto all’ANPI, ma per vent’anni sono stato anche il segretario della locale sezione del PCI di Induno Olona. Dal 1990 sono senza tessera di partito. Qualche volta ho votato Partito Democratico e qualche volta per la Sinistra; e spero che ci sia sempre questa libertà.

Come la stragrande maggioranza degli iscritti all’ANPI al prossimo referendum voterò NO, non per disciplina, per carità: sono sempre stato un comunista indisciplinato al punto tale di essere stato nel 1990 prima radiato e poi sospeso dal PCI solo per aver promosso una lista civica.

Voterò NO perché una riforma pasticciata, sbagliata, senza quel consenso unitario di tutto il Parlamento che dovrebbe caratterizzare le riforme costituzionali, al punto tale che nemmeno la minoranza del PD è d’accordo. Voto NO anche perché dietro a questa riforma si nasconde una legge elettorale, l’ITALICUM, che rischia di dare la maggioranza dei parlamentari ad un partito che prende magari il 24% dei votanti, che nella nostra realtà saranno il 12% degli elettori, al punto tale che la legge truffa del 1953, era al confronto di quella attuale, super democratica. E qui il PCI di allora commise un grande errore, purtroppo.

Noi voteremo NO, ma non chiederemo mai le dimissioni del Presidente del Consiglio: non siamo così stupidi. Così come l’ANPI non farà mai parte di comitati per NO con questa destra xenofoba o neofascista. Non chiediamo le dimissioni perché riconosciamo a Renzi di avere una posizione corretta sull’immigrazione e di aver dato all’Italia un minimo di dignità in Europa. Ma se Renzi si dimette, è lui che viola quella Costituzione sulla quale ha giurato, dove non c’è scritto da nessuna parte che la mancata approvazione di un referendum, porti alla caduta del Governo. Se si dimette è semplicemente irresponsabile. Cerchiamo quindi tutti di dare a questo referendum il significato che ha, senza termini apocalittici.

Emilio Vanoni – Induno Olona

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