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Perdono

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17 gennaio 2009

Egregio direttore,

alla signora Roberta dico che la Lega Nord non ha bisogno di avere il conforto del suo perdono e non si sente affatto depositaria dei valori del cristianesimo, ma piuttosto trova singolare che Tettamanzi auspichi la necessità di avere una moschea in ogni quartiere di Milano per favorire il dialogo.

Favorire il dialogo non vuol dire calare le braghe ma significa, come minimo, avere un interlocutore credibile ed affidabile con il quale costruire una serena convivenza, cosa che finora la maggior parte dei musulmani qui residenti non hanno dato prova di tale comportamento.

Per nostra fortuna ci sono altri alti prelati che non la pensano come Tettamanzi e uno di questi, purtroppo, ci ha lasciato qualche mese fa (mons. Maggiolini di Como).

Da come la pensa, signora Roberta, devo ritenere che anche lei fa parte di quel ventre molle della società che è responsabile di una situazione che forse, ma spero ancora di no, ormai non sia più ricuperabile.

In contrapposizione, però, ci sono quei “quattro amici al bar” che cercano di fare di tutto per ricuperare il ricuperabile.

Non essere né di destra né di sinistra fin dalla sua nascita, e la Lega Nord lo ha dimostrato giovedì con l’astensione alla camera dei deputati mettendo sotto il governo, per la signora Roberta significa essere anarchici.

Un concetto molto strano sul fare politica.

Saluti cordiali.

Giuliano Giamberini

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