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Piccoli comuni, “ecco perché parteciperò alla manifestazione di Milano”

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26 agosto 2011

Egregio direttore,
Premesso che il Comune di Brezzo di Bedero non rientra tra quelli che la recente norma intenderebbe sopprimere e, quindi, non difendo la mia posizione personale, lunedì 29 p.v. parteciperò alla manifestazione organizzata a Milano dall’ANCI, per protestare contro una manovra oppressiva soprattutto per i Comuni più piccoli.
Ciò che dà fastidio di quest’ultima manovra (come tanto mi hanno dato fastidio quelle degli ultimi anni) è che i tagli ai Comuni vengono spacciati per tagli alla politica, con una campagna demagogica intollerabile ed irrispettosa nei confronti di quei piccoli Amministratori locali, ai quali è giusto riconosce il merito di svolgere il proprio ruolo con passione, con impegno quotidiano per il bene comune, senza interessi privati e spesso rinunciando alle indennità riconosciute dalla legge, che operano con la costante consapevolezza di gestire i soldi dei Cittadini.
Ho fatto il Sindaco per nove anni e da un anno e mezzo sono Vicesindaco. E’ stata ed è un’incredibile esperienza, sicuramente molto impegnativa e logorante, che in certi casi ha richiesto ritmi quasi disumani, ma che ho sempre vissuto con grande intensità e con il massimo coinvolgimento. Un’esperienza che mi lascerà la soddisfazione dell’irripetibile privilegio di avere rappresentato la comunità di Brezzo di Bedero, del mio paese, di avere avuto l’opportunità di confronto con molte persone, con cui ho allacciato rapporti di stima e di collaborazione, di avere avuto contatti con altri Enti, con realtà e situazioni che mi hanno portato una grande ricchezza interiore, un arricchimento professionale, morale e umano e hanno rafforzato la mia identità personale.
Ripercorrendo questi dieci anni rivedo tante iniziative realizzate, tanti obiettivi raggiunti e veramente tanti motivi di soddisfazione, ma anche le difficoltà, l’impegno, le ansie e le aspettative. Rivedo, in maniera ancora più nitida, tutto ciò che non è stato possibile realizzare a causa delle circostanze, delle carenze economiche e delle difficoltà burocratiche, ma con il conforto di non dover provare rimpianti per l’immobilismo degli amministratori, che rappresenta, a mio parere, uno dei peggiori mali dell’amministrazione pubblica, che avrebbe, invece, bisogno di aggiornamenti continui, di nuove idee e di vitalità.
Prima di arrivare al culmine di quest’ultima assurda manovra economica, in 10 anni ho seguito il bilancio comunale e gli effetti sul bilancio delle varie manovre finanziarie.
Avevo iniziato la mia esperienza nel 2001, un anno significativo perché, con la modifica del titolo V° della Costituzione iniziava una nuova era per i Comuni, ai quali veniva riconosciuta potestà impositiva, autonomia statutaria ed amministrativa.
Invece, da anni siamo di fronte ad uno Stato centralista ed ipocrita, che sbandiera l’autonomia degli enti locali, la sussidiarietà ed il federalismo, e contemporaneamente adotta provvedimenti che ledono la dignità istituzionale dei Comuni, li impoveriscono non solo economicamente e ne mortificano l’autonomia amministrativa.
Con le ultime finanziarie è un crescendo: l’attuale Governo, nei fatti si e’ dimostrato paradossalmente il più antifederalista di sempre, con fastidiose ed incoerenti intromissioni nell’operato dei Comuni. Basti pensare all’abolizione (o ridimensionamento) dell’I.C.I., l’unica imposta federale esistente dal 1992 ed al devastante “piano case”.
Ora, che si vuol far credere all’opinione pubblica che i piccoli Comuni sono luoghi di sperpero delle risorse pubbliche, ci tocca anche sopportare una valutazione morale sul nostro operato, un giudizio morale da parte di chi non dimostra una moralità adamantina, come testimoniano in maniera implacabile i tanti fatti degli ultimi anni. Secondo la filosofia di Platone, il supremo castigo consiste nell’essere governati da chi è moralmente inferiore……
Come amministratore locale non intendo prendermi colpe per il decadimento economico, politico, sociale e morale dell’Italia. Ognuno si assuma le proprie responsabilità !
Noi, nel nostro piccolo, impegnati quotidianamente per il bene comune, operiamo con la costante consapevolezza di gestire i soldi dei cittadini e che se sono spesi male, fossero anche solo 10 euro, sono soldi pubblici spesi male.
A Roma hanno tutti questo stesso senso di responsabilità ?
Questo stato delle cose, questa politica “camaleontica e gattopardesca”, come Cittadino mi infastidisce, come Amministratore locale, ruolo di cui sono onorato ed orgoglioso, mi disgusta.

Dopo questo sfogo, è giusta comunque, a dimostrazione che non intendo difendere posizioni di privilegio, una mia considerazione sulla difficile situazione in cui versa la Nazione e sugli interventi possibili. Sono assolutamente favorevole alla gestione associata dei servizi comunali, obiettivo al quale tanti Amministratori si stanno dedicando, anche con ottimi risultati. Ritengo che in questo modo si possa tranquillamente salvaguardare l’identità dei Piccoli Comuni, ottimizzare e rendere più efficienti i servizi, anche, perché no, riducendo e riorganizzando gli Amministratori locali. Ciò porterebbe, ne sono certo, una maggiore soddisfazione del Cittadino e si otterrebbero anche interessanti risparmi economici.
Vedo con favore anche la possibilità di riconsiderare il ruolo delle Province, non in base alla loro estensione territoriale o al numero degli abitanti, ma valutare con adeguati approfondimenti la possibilità di trasferirne le funzioni, le strutture ed il personale alle Regioni (che hanno già una sede territoriale nei capoluoghi di Provincia) ed ai Comuni, ottenendo non solo un risparmio economico (suggerito, anzi imposto dalla situazione contingente), ma anche uno snellimento burocratico, che è uno degli obiettivi (dimenticati) del programma del Governo, ricordiamolo !, oltre che un cavallo di battaglia di una certa componente del Governo.
In questo modo si darebbe concretezza in maniera seria ed efficace al federalismo, secondo il modello elvetico, tanto caro a chi del federalismo ne ha fatto una ragione della propria esistenza.
Questa sarebbe veramente una “riforma epocale”, che, così come tutte le riforme, richiede per la sua realizzazione delle analisi approfondite, delle simulazioni, richiederebbe una dialogo costruttivo con tutte le parti coinvolte. Questo modo di operare era quello che mi aspettavo (parlo al passato perché ormai non mi aspetto più niente) da chi propone riforme da quasi vent’anni e non ne ha realizzata e nemmeno avviata neppure una.
Brezzo di Bedero, 25 agosto 2011
Daniele Boldrini – vicesindaco di Brezzo di Bedero

Daniele Boldrini – vicesindaco di Brezzo di Bedero

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