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Pietà per la piccola Maria

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27 settembre 2006

“Abbiate pietà” L’appello passato questa sera ai telegiornali è stato una cosa straziante: “abbiate pietà per Maria”. Sarà perché sono diventato vecchio, ma è la quarta volta che mi è capitato di piangere nel corso della mia vita.
La prima volta che piansi era il giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro ucciso dalle BR. Ero il segretario della sezione del P.C.I. di Induno Olona. Mi trovavo solo nella mia sezione, sopra il circolo familiare in quel pomeriggio quando da poco la televisione aveva diffuso le immagine crudeli di quel cadavere rannicchiato nella R4 rossa. Fuori pioveva che Dio la mandava.
La seconda volta fu a Roma, ai funerali di Enrico Berlinguer a cui ho voluto partecipare con tutta la mia famiglia, con Matteo e Sara, i miei figli che allora avevano rispettivamente 11 e 8 anni.
Poi piansi alla morte di mia madre, dopo un lungo e straziante periodo di malattia.
Dopo una militanza nel P.C.I. mi sono ritrovato quasi per caso, a far da presidente al comitato che qui a Induno Olona ospita i bambini di Cernobyl e ho dovuto toccare con mano i grandi successi che ci venivano raccontati nelle nostri sezioni dal socialismo reale. Se penso che a questo partito ho dato vent’anni della mia vita con il rischio che avremmo potuto trasformare anche l’Italia nella Bielorussia di oggi, mi vengono i brividi. Certo, noi eravamo diversi da loro, ci siamo per fortuna riformati, ma quanti pericoli abbiamo fatto correre a questo nostro Paese. Tante volte penso che questo mio impegno sia una sorta di espiazione di un grande peccato di gioventù e dei danni che questo impegno avrebbe potuto provocare. Oggi amo i bambini della Bielorussia per dare a loro una possibilità di riscattarsi.
Ma al tempo stesso provo una angoscia e una rabbia: ora sono quasi vent’anni che non sono più iscritto ad alcun partito. In Italia siedono nel nostro governo tanti ex comunisti e tanti che si considerano ancora tali. Ma come è possibile mandare i nostri militari a farsi ammazzare in Medio Oriente e dimenticarsi, nella costruzione dell’Europa, della Bielorussia? E’ possibile che tra i tanti Cossutta, Occhetto, D’Alema, ecc. ecc. non sia mai stato uno che abbia avuto il coraggio, tirando fuori tutta la retorica del socialismo, di andare a parlare “da compagno e compagno” con Aleksander Lukashenko per sdoganarlo con le buone, senza inutili sanzioni, in Europa?
La famiglia di Cogoleto con tanta buona fede, ha sbagliato. Le leggi e le norme internazionali impongono il rientro di Maria in Bielorussia. Ma come si può spiegare ad una bambina di 10 anni che ha perso i genitori, che le leggi e le norme internazionali impediscono a lei di vivere una vita normale con questa famiglia che la vuole adottare e che ha dimostrato, pur nell’errore commesso, di amarla più di ogni altra cosa? Perché non si fanno le leggi per tutelare i bambini e i loro sacrosanti diritti? Ora la Bielorussia e il suo Presidente devono dimostrare di avere un cuore: permettere a Maria di ritornare per trascorrere le vacanze di Natale nella famiglia di Cogoleto. “Abbiate pietà”.

EMILIO VANONI Presidente del Comitato Progetto Cernobyl – Legambiente
e.mail: emiliovanoni@libero.it

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