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Piste ciclabili favolose. Perchè non in città?

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27 maggio 2013

Caro Direttore,

le piste ciclabili del Lago di Varese e Comabbio sono veramente ciò che di meglio abbiano espesso le nostre amministrazioni locali negli ultimi tempi. Sono percorsi bellissimi, che ci fanno scoprire i nostri paesaggi incantevoli in totale libertà e completa sicurezza.
Specialmente nei weekend, sono tantissime le persone che ne fruiscono e che le amano ed è confortante vedere tanta gente confrontarsi con la natura anzichè ingabbiarsi nelle auto o popolare un centro commerciale.
Ma ciò che davvero non riesco a comprendere è la ragione per cui, visto questo straordinario successo delle ciclabili lacustri, non si possa concepire la stessa cosa anche in città. A Varese non si è fatto nulla a proposto, nemmeno in un momento così favorevole come è stato il mondiale di ciclismo. Sarebbe stato facile in quell’occasione fare esplodere la stessa "moda". Invece nulla, nessuna pista ciclabile seria in città, nessuna campagna a favore dell’utilizzo della bicicletta come mezzo di spostamento urbano.
Eppure comprovati studi e applicazioni dirette in tutta Europa provano in modo inequivocabile come la bici sia il mezzo ideale per girare in città. Se vi sono percorsi protetti, è sicura, economica, ecologica e sociale. Inoltre, la pedonalizzazione dei centri urbani incrementa decisamente anche il commercio e di percentuali considerevoli, contrariamente a quanto gli stessi commercianti in genere pensino. La scusa delle salite e della morfologia che non favorirebbe l’uso della due ruote non regge più. A Varese c’è una vasta area potenzialmente abbordabile all’uso della bici, senza bisogno di essere degli atleti. Immaginiamo di percorrere in bicicletta un percorso che parte da Casciago e arriva alla fine di Viale Borri. La stragrande maggioranza delle persone non avrebbe alcun problema. E per chi non ce la fa, le bicilette a pedalata assistita, di cui poco si conosce, hanno fatto passi da gigante in termini di funzionalità ed esercizio. Un kit per eletrificare una bici pesa poco più di 4 kg, ha 70 km di autonomia assistita e consente di affrontare anche salite impegnative senza alcun sforzo. E costa come quattro gomme di un SUV o l’assicurzione auto per un anno. Anche la sicurezza in città ne avrebbe un beneficio; più gente anima le strade, più la città è potenzialmente sicura, bella e viva.
Non ci sono davvero più scuse. E’ ora di provarci; a cominciare da noi stessi. La bici è un farmaco per la salute, eccellente, senza alcuna controindicazione e a costo irrisorio.

Claudio Farinone

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