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Più che Popolo delle Libertà, libertà per il popolo!

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1 aprile 2009

Egregio Direttore,

gentili lettori, un’altra pagina della storia politica italiana si è conclusa, con la nascita del partito PdL (il Popolo della Libertà). Sarebbe stato auspicabile un partito LpP (Libertà per il Popolo).

 Non dico che in Italia non ci sia libertà per il popolo. C’è libertà di votare per chi si vuole!!, ma a che serve!!, tanto sono tutti uguali quando arrivano sugli alti scranni. C’è libertà di indignarsi contro di chi ci governa, magari anche dicendo parolacce, ma tanto quelli se ne fregano. C’è libertà di studiare, ma bisogna avere le disponibilità finanziarie. C’è libertà perfino di rubare ai poveri e lasciare di più ai ricchi, per chi ha protezioni ed appoggi giusti (v. evasioni fiscali).
 In Italia, quindi, c’è tanta libertà. 
 Diversa, invece, è la libertà di cui godono i politici. Questi signori, quando non hanno l’auspicata libertà per la propria casta, o non potrebbero averla, se la prendono o se la procurano con leggi ad hoc.
 Basta considerare i privilegi, le coperture e le immunità più clamorose:
-         le retribuzioni più alte in Europa,
-         il diritto alla pensione dopo solo due anni e mezzo di permanenza in Parlamento,
-         la facoltà di continuare a svolgere le proprie, precedenti occupazioni,
-         la non punibilità per avere alle proprie dipendenze collaboratori e portaborse in nero,
-          la possibilità di essere eletti anche se inquisiti o titolari di condanne penali,
-          l’assegnazione di scorte più consistenti fra i politici d’Europa, ecc. ecc..
 Ecco che cos’è la libertà per i politici e loro compagni: sindacalisti, manager ed amministratori nominati dai politici, ecc.
Nel caso avessero potuto decidere gli italiani, in tutta libertà e coscienza, pensate che lor signori avrebbero potuto ugualmente avere tutti quei privilegi ? Penso proprio di no !! Fanno finta che tutto va bene e non tengono minimamente conto delle critiche e delle indignazioni dei cittadini. Penso che non rispondono nemmeno ai giornalisti, perché concordano a priori le domande che gli devono essere rivolte nelle interviste, e se anche dovesse capitare, eludono, o promettono, spudoratamente, che rimedieranno a sanare le ingiustizie. Queste considerazioni ovviamente valgono per i politici di qualsiasi partito. Ripeto: chiunque arriva in alto è catechizzato a fregarsene del prossimo. C’è qualcuno che non è d’accordo? Me lo dica.
Per concludere: la libertà è di chi governa, di chi amministra, di chi comanda, di chi è in Parlamento, sia della maggioranza e sia dell’opposizione.
Anche l’acronimo PD ( Partito Democratico ) è improprio. Democratico, da democrazia, nella sua etimologa significa: governo del popolo. Ma quando mai.

 Non mi risulta che anche loro hanno mai permesso al popolo d’essere partecipe alle decisioni concernenti i privilegi delle caste. Un detto meridionale recita: “Cambiano i musicanti, ma la musica è sempre la stessa”. Cordiali saluti.

Nino39

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