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Più insidiosi dei negazionisti

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29 gennaio 2009

Egregio Direttore,
c’è un’arma più subdola e insidiosa, contro la memoria dell’Olocausto, del negazionismo .
E’ quella di chi tende a fare d’ogni erba un fascio negandone la tragica unicità ed equiparandola ad altri raccapriccianti drammi.
Si cerca, in questo modo, di far passare in secondo piano l’aberrante ideologia razzista, sempre strisciante e risorgente, che è stata la causa dallo sterminio di un popolo e di tanti “diversi”.
Ero in questi giorni a Monaco di Baviera, là dove è nato il nazionalsocialismo, e ho visto cerimonie a cui hanno partecipato tanti giovani tedeschi in memoria della Shoah.
In questa città c’erano 9.000 ebrei all’avvento del nazismo: alla fine della guerra ne erano rimasti meno di cento.
Meno della metà sono riusciti a fuggire: 4.500 cittadini ebrei di Monaco sono morti nei campi di concentramento e nelle camere a gas.
I loro nomi, incisi sul vetro nella nuova Sinagoga, sono stati letti, uno ad uno, in un interminabile elenco durato un pomeriggio.
E’ angosciante il pensiero che ancora oggi possano esserci fra di noi individui che si abbeverano alle ributtanti teorie antisemite che hanno segnato la prima metà del secolo scorso.

Angelo Bruno Protasoni, Associazione Mazziniana Italiana Gallarate

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