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Più Iva per tutti

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8 settembre 2011

Gentile direttore,
Ogni lavoratore dipendente, ogni pensionato tutti gli anni è costretto a pagare almeno 4.000 euro(quattromila euro) in più di tasse al posto degli evasori fiscali cittadini oltre 120 miliardi l’anno tra tasse e contributi.Colpire l’evasione fiscale e i patrimoni così illegalmente accumulati dovrebbe essere il primo dovere di ogni governo.

L’aumento dell’IVA, imposta per sua natura regressiva (colpisce di più i poveri che i ricchi), costituisce un altro aggravio per le famiglie dei lavoratori e pensionati: non solo per l’aumento diretto di bollette, benzina, vestiti, ecc, ma anche perché inevitabilmente, data l’assenza di controlli e sanzioni, verranno aumentati anche i prezzi dei generi ad Iva ridotta (pane, latte, ecc) .
 
L’aumento dell’IVA si aggiunge ai tagli ai Comuni e Regioni che si troveranno costretti ad aumentare le tariffe (asili, mense, trasporti pubblici, ecc) ed a tagliare i servizi. In tutto il “teatrino della manovra finanziaria” il Governo ha sempre puntato a difendere gli evasori fiscali in coerenza con quanto fatto negli anni precedenti non ha lesinato bastonate ai soliti noti (lavoratori, donne, pensionati e pensionandi, enti locali).
Per contrastare l’evasione non servono “commissioni tributarie comunali” o altri condoni: basterebbe imitare quello che succede nel resto del mondo civile.
Nei paesi scandinavi gli esercenti che “tentano” di evadere le tasse si vedono chiusi d’autorità i negozi, ma perfino nei paesi del sud del mondo le idee non mancano: a San Paolo (Brasile) ogni cliente è incentivato a chiedere lo scontrino fiscale in quanto una quota della spesa gli viene restituita annualmente con un bonifico e senza obbligo di mantenere la documentazione. La quota restituita ai cittadini è più che compensata dalle tasse pagate dagli esercenti.
Così guadagnano tutti: i cittadini, lo Stato, ma anche gli esercenti onesti che vedono ostacolato il commercio “in nero”.
Con internet e cellulari questo meccanismo può essere messo a regime in pochi mesi, basta la volontà. Ma per il nostro Governo colpire l’evasione fiscale è una bestemmia: meglio mettere ancora una volta mani, braccia e gomiti nelle sempre più povere tasche dei lavoratori.
Tiziano Torretta segretario FISAC-CGIL

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